Zaha Hadid. Opere e progetti

Negli spazi espositivi temporanei del Centro nazionale per le arti contemporanee di Roma (2 sale, 1000mq) è ospitata la mostra Zaha Hadid. Opere e progetti, dedicata all’architetto anglo-irachena che, nel 1998, vinse il concorso internazionale per la progettazione del Centro stesso, nelle ex caserme Mantello di via Guido Reni, al quartiere Flaminio di Roma.
La mostra, il cui allestimento è curato dalla stessa Hadid, è stata organizzata dalla Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee (DARC) del Ministero per i beni e le attività culturali e dal Centro nazionale stesso.

“Si tratta di un ritratto a 360 gradi di questa artista così complessa e poliedrica – spiega il Direttore generale della DARC, Pio Baldi – approdata all’architettura dopo aver studiato matematica pura a Beirut, e dopo aver frequentato la prestigiosa Architectural Association di Londra. Con questa mostra, omaggio alla genialità della Hadid, prende il via in maniera definitiva l’attività espositiva del Centro, che continuerà anche durante la fase costruttiva dei nuovi edifici.
“Ci proponiamo inoltre – continua Baldi – di avvicinare il pubblico al lavoro della Hadid, che con il progetto del Centro (26mila mq!) ridisegna e riqualifica urbanisticamente un pezzo di città, restituendolo alla fruizione e alla vita. Ci piacerebbe, allora, che le persone prendessero confidenza con questa architettura fluida, dinamica, asimmetrica, insieme di forze centrifughe e centripete, tutta linee spezzate, oblique, angoli acuti, curve e sinuosità. Decisamente un modo nuovo di concepire lo spazio e la sua fruizione…”

L’allestimento
L’allestimento, curato da Zaha Hadid, è parte integrante della mostra. Si tratta di uno spazio fluido, in divenire, dove grandi pannelli sinuosi e asimmetrici, emergono dal pavimento o calano dal soffitto, si intersecano, si schivano, si incrociano, destrutturano lo spazio e suggeriscono un percorso labirintico.
All’interno del percorso, disegni, quadri, modelli in scala di progetti architettonici, ed anche video, libri, postazioni multimediali, costumi teatrali, oggetti di design e mobili.

La mostra
I progetti architettonici in mostra sono 13, raccontati nel loro farsi: dall’idea iniziale nei primi schizzi, ai disegni, ai quadri, all’elaborazione al computer, ai plastici. Sono progetti diversi per soggetto, tipologia, soluzioni adottate, ma sono accomunati da una sorta di denominatore comune: si tratta sempre, infatti, di spazi “pubblici”, luoghi di socialità, di incontro e contatto, pensati per essere vissuti e fruiti, in sintonia con la concezione che Zaha Hadid ha dello spazio pubblico: “Si tratta di dar vita a uno spazio che – ha dichiarato in un’intervista Hadid -, in una molteplicità di modi, offra alla gente piacere, divertimento, comodità e benessere simili a quelli provati in un paesaggio. L’idea è quella di fornire spazi pubblici potenzialmente in grado di dare piacere”.
Oltre ai progetti architettonici, saranno esposti a Roma prototipi di oggetti di design progettati da Zaha Hadid, come i servizi da tè e da caffè, e prototipi di mobili, come i due tavoli in legno “Stalactite” e “Stalagmite” e i due divani “Glacier” e “Moraine”. Ci saranno anche i costumi del balletto Metapolis, di cui Zaha Hadid ha realizzato anche la scenografia, nel 1999, per la coreografia di Frédéric Flamand. Infine, una sezione dedicata al mondo di Zaha, con i libri, i film, ecc. Insomma, uno spaccato dei suoi interessi e dei suoi riferimenti nel campo della cultura visiva, per imparare a conoscere e capire il personaggio e la sua opera.

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