Iran Do Espirito Santo

23 febbraio 2006 ore 12,30 MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo Via Guido Reni 2, Roma

Giovedì, 23 febbraio 2006 alle ore 12.30, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Rocco Buttiglione, il Capo Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici Francesco Sicilia, il Direttore generale della DARC, Pio Baldi presentano, nelle suite espositive del museo MAXXI di Roma, due mostre dedicate agli artisti FRANCESCO CLEMENTE e IRAN DO ESPIRITO SANTO, curate da Paolo Colombo, con il supporto del MAXXI Arte diretto da Anna Mattirolo. Alle due mostre si affiancheranno altri due eventi: l’esposizione Mollino Fragments, a cura di Cecilia Bolognesi e Maurizio Navone, con il supporto e il coordinamento tecnico di Navone Associati e del MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione, e la presentazione del nuovo appuntamento di Net Archives dal titolo: Arte e Identità virtuale curato da Elena Giulia Rossi ed Eleonora De Filippis

Francesco Clemente (Napoli 1952) è uno dei più importanti artisti contemporanei. Ha recentemente avuto mostre personali al Solomon R.Guggenheim Museum di New York (2000), alla Galleria Civica di arte contemporanea di Trento (2000), al Museo Archeologico di Napoli (2002), il Rose Art Museum di Brandeis University (2004) e l’Irish Museum of Modern Art a Dublino (2004).
La sua opera si è sviluppata dagli inizi degli anni settanta nel segno della figurazione, con particolare interesse ai temi della spiritualità, del corpo umano – espresso in un’intensa e significativa serie di autoritratti- e alla sublimazione del corpo stesso tramite la sessualità. Il suo studio dell’iconografia indiana, approfonditosi durante lunghi periodi di residenza in India, ha trovato un luogo di grande impatto interno alla sua opera, ed è, sin dalla fine degli anni ’70 metafora e veicolo di trasmissione, di pensiero, sentimento e fisicità.
La mostra di Francesco Clemente al MAXXI presenta opere recenti che affrontano la questione della spiritualità in una serie di dodici quadri ad alto tenore simbolico, radicati nell’iconografia indiana (i quadri del gruppo “Tandoori”), e quattordici pastelli inediti del 2006, che alludono all’iconografia cristiana.

Iran do Espirito Santo (Mococa, Sao Paulo, 1963), vive e lavora a San Paolo in Brasile. Di origine italiana, l’artista è fra i più affermati in Brasile e in America Latina. Ha rappresentato il Brasile alla 48° Biennale d’Arte di Venezia e alla 6° Biennale d’Arte di Istanbul nel 1999. Ha avuto mostre personali al Museo di Arte Moderna di San Paolo e al Museo di Arte Moderna di Rio de Janeiro. Recentemente, ha esposto inoltre a Site 97 a San Diego, al Museo Nazionale Reina Sofia a Madrid, al Contemporary Arts Center a Cincinnati e al Museo de Arte Carrello Gil a Città del Messico.
La mostra di Iran do Espirito Santo al MAXXI presenta, nelle varie suite del museo, una serie di installazioni e sculture che illustrano, in maniera completa, l’aspetto prettamente psicologico e visivo della ricerca sulla percezione della realtà compiuta dall’artista nell’oggi contemporaneo. Questo progetto nasce in collaborazione con l’Irish Museum of Modern Art di Dublino che gli dedicherà nel 2006 una personale.
Le opere di Espirito Santo sono in prevalenza sculture, installazioni e alcune volte dipinti su pareti e quadri. L’artista esplora spesso nelle sue opere la relazione platonica fra un oggetto reale e la sua forma ideale e, nel riconoscimento percettivo dell’incongruenza fra materia e forma da parte dello spettatore, afferma l’archetipo come precedente alla cognizione.
Se Iran do Espirito Santo può essere considerato un artista concettuale, la sua ricerca artistica parte però dall’oggetto e dallo studio della sua composizione e visibilità. La mostra andrà ad incrementare la presenza nella collezione del MAXXI dell’artista con due grandi opere. L’aspetto centrale nei lavori di Iran Do Espirito Santo è quello dato alla mente umana.

Le mostre di Francesco Clemente e Iran do Espirito Santo affrontano il tema della spiritualità nell’arte, mediante tematiche e tecniche differenti: nel caso di Francesco Clemente attraverso dipinti e pastelli fortemente densi per esecuzione e contenuti; nel caso di Iran do Espirito Santo con opere in cui il tratto saliente è la purezza e la perfezione formale.

Nel centenario della nascita di Carlo Mollino il MAXXI ospita Mollino Fragments, grazie al sostegno e dalla collaborazione della Triennale di Milano, della DARC e del Comune di Torino, dal quale ha ricevuto il patrocinio. La mostra si articola in cinque container – cinque scrigni di sei metri per due e mezzo – disposti secondo un percorso segnato che rimanda alla linee sinuose delle creazioni molliniane. Immagini, disegni, fotografie e video raccontano l’eclettica figura di Carlo Mollino. Frammenti di materiali, immagini, riflessioni, tratteggiano la molteplicità dell’architetto, spiegando lo stereotipo, mai abbandonato di genio e sregolatezza e lasciandone intuire la sfuggente e complessa poliedricità.

Accanto alle esposizioni parte Arte e Identità virtuale, il nuovo appuntamento di Net Archives. Internet offre la possibilità di creare nuove identità, alter ego virtuali che si adattano al flusso continuo delle informazioni che viaggiano nello spazio della Rete, il cyber-spazio. I sei lavori selezionati affrontano aspetti diversi di questo tema: dall’interpretazione dell’identità culturale, alla dissoluzione dell’Io in dati informatici, alla relazione tra personalità e memoria virtuale.

Le mostre aprono al pubblico il 24 febbraio e sono a ingresso gratuito. I cataloghi delle mostre di Frencesco Clemente e Iran Do Espirito Santo sono editi da Electa nella collana “Opera PARC” diretta da Pio Baldi.