NetSpaces: viaggio nell’arte della Rete

NetSpace: viaggio nell’arte della Rete, a cura di Elena Giulia Rossi, nasce per iniziativa e con il supporto del Servizio Educativo come evoluzione di Net Archives, che ha appena concluso il suo percorso biennale (2005-2006).
Realizzato nell’ambito di Net Web Art, in collaborazione con la Fondazione Rosselli, Net Archives ha ripercorso alcune tappe fondamentali della storia della net/web art conservandone così una traccia preziosa.

NetSpace: viaggio nell’arte della Rete offre nuovi strumenti per avvicinarsi all’arte in Rete, per approfondire alcuni argomenti e per trattarne di nuovi in maniera costruttiva e con lo spirito di collaborazione che riflette la natura del network.
Alla presentazione ciclica di opere di net/web art sui computer del MAXXI si accosteranno nuove iniziative didattiche per migliorare la comprensione delle singole opere e per fornire una visione globale di questo nuovo sistema dell’arte. Incontri con artisti illustreranno il percorso della loro ricerca e i motivi che li hanno spinti ad usare Internet come strumento creativo.
Seminari e tavole rotonde apriranno a dibattiti multidisciplinari. Presentazioni e visite guidate speciali approfondiranno alcune tematiche e guideranno i visitatori alla navigazione delle opere, anche quelli che non hanno familiarità con il computer.
Parallelamente, la Biblioteca MAXXI siimpegnerà nell’acquisizione delle pubblicazioni più significative in ambito internazionale e nella conservazione della documentazione delle opere presentate e delle attività correlate, dando vita, così ad una sezione dedicata che si avvia a diventare una delle prime risorse in Italia specializzate in net/web art.

NetSpace: Viaggio nell’arte della Rete inaugura il suo ciclo di eventi con Geografie di Spazi: sei artisti con le loro opere costruiscono spazi virtuali, da architetture di case a mappe del globo, tutto come il risultato dell’elaborazione di dati informatici. Il tedesco Agricola de Cologne con ]and_Scape (2002) crea una paesaggio interattivo ispirato ai testi poetici di LiubovSirota sopravvissuto alla catastrofe di Chernobyl; l’architetto greco Andreas Angelidakis costruisce in Rete Invisible Home (2002), una casa dove interno ed esterno diventano una cosa sola; il britannico Stanza ci immerge in Central City, una rete di progetti interattivi che astrae la struttura della città e la fonde con quella della Rete; l’artista italiana Chiara Passa in Super Place Project (2001) genera con un ologramma uno spazio utopico che evoca la struttura della città greca; l’olandese Roxana Torre fa sì che nel suo Personal World Map (2005) siano i dati inseriti dal navigatore, relativi al tempo e al costo di uno spostamento aereo da una capitale all’altra del mondo, a deformare la mappa del globo; Marek Walczak e Martin Wattenberg in Apartment costruiscono case con le parole digitate dagli utenti, per poi agglomerarle in città seguendo la logica semantica che le lega tra loro.