Gino De Dominicis: l’Immortale

 

 

Gino De Dominicis:
l’Immortale.
Dal 30 maggio al 7 novembre 2010

A cura di Achille Bonito Oliva

Il percorso espositivo si snoda dai lavori d’esordio alle ricerche oggettuali e performative degli anni sessanta e settanta; dalle sperimentazioni del mezzo fotografico e video al ritorno dell’artista, negli anni ottanta, alla pittura e alla scultura, per forzarne i linguaggi tradizionali fino a esprimere tensioni e aspettative dell’uomo contemporaneo.

La mostra prende in esame i maggiori nodi tematici e iconografici affrontati dall’artista:
l’immortalità della materia e l’entropia, il rovesciamento prospettico e l’ubiquità, la metamorfosi e l’evoluzione, il confine tra visibile e invisibile, l’ironia, la sospensione tra passato e avvenire. Su tutti domina la riflessione sull’immortalità, che è una costante nella ricerca di De Dominicis. Per questa ragione la mostra non è stata costruita secondo un’evoluzione cronologica lineare, ma in una dimensione di tempo circolare, in cui le opere sono presentate come epifanie, anche attraverso il ricorso a veri e propri cortocircuiti visivi tra lavori di contenuto simile ma distanti cronologicamente.

La forza visionaria delle opere e la particolare spazialità del museo sono messe in un rapporto di reciproco valore e si articolano in tre successive stazioni: la Sala Claudia Gian Ferrari al piano terreno, il corpo scala e la Galleria 5 al terzo livello.
Precede e introduce la mostra Calamita cosmica, l’opera più ambiziosa di De Dominicis, collocata davanti l’entrata del museo, mentre la risata D’io invade il corpo scala, collegando i diversi livelli espositivi.

Con il contributo di

Regione Marche

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