Pier Luigi Nervi. Architettura come sfida. Roma. Ingegno e costruzione


Cassius Clay sul podio nella gloria delle onde della cupola del Palazzo dello Sport, un ginnasta che durante l’esercizio agli anelli sembra incarnare la tensione delle nervature della cupola del Palazzetto, una deliziosa Grace Kelly, accompagnata personalmente da Nervi all’Eur, rapita dalla bellezza della costruzione: sono gli scatti delle agenzie internazionali che segnalano al visitatore la sezione Roma. Ingegno e costruzione dedicata alle opere realizzate da Pier Luigi Nervi per le Olimpiadi di Roma 1960 all’interno della mostra Pier Luigi Nervi. Architettura come Sfida.

La sezione si articola in più quadri. In primo piano, i disegni delle quattro opere olimpiche – il Palazzetto dello Sport al Flaminio, il Palazzo dello Sport all’Eur, lo Stadio Flaminio, il viadotto di Corso Francia -, che nascondono molti segreti.
Le opere di Nervi sono per la gran parte assemblate componendo pezzi leggeri prefabbricati a terra: nell’opera finita, questo processo di scomposizione e ricomposizione non è più leggibile e solo i disegni e le immagini della costruzione ci consentono di riscoprirlo.

I quattro capolavori olimpici rappresentano l’esito più interessante di questo modo di costruire, che si basa su autentiche invenzioni. In mostra sono presenti così i documenti originali di alcuni dei più di 40 brevetti depositati negli anni dall’ingegnere italiano e conservati oggi all’Archivio centrale dello Stato: sono state scelte in particolare le quattro privative industriali che proteggono le soluzioni costruttive alla base del Sistema Nervi, depositate tra il 1939 e il 1950, tra cui il ferrocemento e la prefabbricazione strutturale.


Il cantiere del Palazzetto dello Sport nel quartiere Flaminio di Roma.