Nature/02 West 8

Nature/02 West 8

4 mostre/installazioni
01 Francesco Venezia 25 febbraio-30 aprile 2011
02 West 8 20 maggio-21 agosto 2011
03 Campo Baeza 9 settembre-30ottobre 2011
04 UNStudio novembre 2011-gennaio 2012

Prosegue il ciclo di mostre/installazioni con cui il MAXXI Architettura sperimenta un diverso modo di intendere le mostre monografiche.
Si è scelta infatti la via del confronto per raccontare gli indirizzi delle ricerche più avanzate dell’architettura contemporanea, i suoi differenti approcci e risposte ai grandi temi che caratterizzano la nostra epoca.
 Le quattro mostre, dalle dimensioni contenute, agili nel loro apparato teorico ed espositivo, allestite in stretta sequenza temporale nella stessa area del museo ma da curatori differenti, sono da intendersi come quattro distinti capitoli di un unico racconto, o meglio di un unico spaccato della complessa geografia del mondo architettonico contemporaneo.
Nelle singole installazioni i quattro architetti invitati avranno da un lato la possibilità di realizzare uno spazio specifico, capace di rappresentare loro stessi e il loro rapporto col tema Nature, e dall’altro di esporre uno o più progetti della loro produzione legati a questo tema.

Un “bosco tessile” in fibra naturale sospeso tra le pareti inclinate del museo. É l’installazione The Stolen Paradise del gruppo di architetti, urbanisti e paesaggisti olandesi WEST 8, secondo appuntamento di NATURE. Lo studio di architettura prende il suo nome da un vento del Mare del Nord, un vento forte che a Rotterdam, sede del loro studio principale, è insieme al mare uno dei caratteri maggiormente identificativi del contesto ambientale. Nei loro progetti è infatti evidente il bisogno primordiale del contatto dell’uomo con la natura nella consapevolezza però che la natura non è sempre migliore dell’artificiale.


West 8, Botanic Bridge Gwangju, 2001, Gwangju, South Korea

Dalla conversazione di Adriaan Geuze con Alessandro d’Onofrio, in catalogo

Siamo stati ispirati dalla qualità incredibile dei lucernari del museo. Il paradiso nascosto sottolinea il piacere generato dalle caratteristiche della luce, catturandola e modellandola con sagome bianche di alberi trasparenti, la cui ombra, le stratificazioni e il delicato movimento creano un’atmosfera che è davvero fantastica. Naturalmente, queste sagome insieme ai ceppi di albero in acciaio nel cortile definiscono in modo letterale il paradigma di The Stolen Paradise. Soprattutto, questa installazione è leggera, amichevole e sensuale – e non grottesca.
Abbiamo scelto questi progetti perché tutti condividono uno specifico spirito di narrazione poetica e di natura ricreata come un contesto che noi pensiamo essere una seconda naturale tendenza del genere umano. Ciò sarà reso visibile attraverso modelli astratti di specifici aspetti dei progetti, e manifesti fumettistici – simili a caricature, o ritratti dei progetti.

Adriaan Geuze