Barbieri, Olivo

Olivo Barbieri

Fulcro del lavoro di Olivo Barbieri (1954, Carpi, MO), sono l’analisi – e la messa in discussione – del concetto di percezione, ovvero della nostra capacità di vedere e interpretare la realtà.
A partire dagli anni ’90 Barbieri arriva alla piena definizione del proprio linguaggio espressivo attraverso l’utilizzo della “messa a fuoco selettiva” (che evidenzia solo alcuni elementi della scena, lasciando volontariamente sfocato il resto) e la ripresa dall’alto. Sorvolando in elicottero città e zone del pianeta, il fotografo ci consegna un’immagine disorientante dei luoghi che appaiono così più simili a modellini in scala che a contesti reali. Una visione sorprendente che sottolinea il labile confine tra oggetto reale, percezione e riproduzione.
Nei lavori realizzati per il MAXXI, Barbieri gioca sul tema della sequenza narrativa: sia nelle serie sullo stretto di Messina per atlante italiano003 che in quella per Cantiere d’autore, i singoli scatti, come fotogrammi, acquistano piena leggibilità dal loro accostamento che, al tempo stesso, nulla toglie all’autonomia formale di ciascuna fotografia.
La serie per Sguardi contemporanei, sul Palazzetto dello Sport di P.L. Nervi a Roma, è da leggere come un progressivo avvicinamento al “cuore” del progetto: la trama costruttiva della copertura. Un pattern raffinato che Barbieri esalta nell’ultima inquadratura con un’immagine rarefatta, di un biancore latteo, al limite dell’astrazione.