Biamino, Bruna

Fotografa di architettura e paesaggio Bruna Biamino (Torino, 1956), ha approfondito gli studi con Nathan Lyons a New York frequentando i corsi di tecnica in bianco e nero e di “psicoanalisi e fotografia”.
Fin dai primi lavori sulle fabbriche in disuso il suo interesse per l’archeologia industriale si traduce in ricerca emotiva e psicologica, prima che spaziale e architettonica. Non manca una lettura più rigorosa nei confronti della pura architettura ma è un approccio che sembra corrispondere meno alla poetica di “sottrazione” di questa autrice, che trova invece nella fotografia di paesaggio piena espressione.
Nelle fotografie sulla natura, l’immagine viene ricondotta a un lessico essenziale in cui le componenti dei luoghi tendono a smaterializzarsi in una rarefazione ai limiti dell’assenza. Ed è come se questo processo di eliminazione ne facesse emergere l’anima più intima attraverso la figurazione degli elementi più inafferrabili: aria, silenzio, luce.
Un racconto minimo che ritroviamo nel lavoro sul litorale toscano realizzato per atlante italiano003 in cui l’uso della luce e del colore chiaro e attenuato, giocato su delicati passaggi cromatici dalle tonalità pastello, restituisce il valore emozionale dei luoghi. L’atmosfera silenziosa del paesaggio costiero fuori stagione produce un ascolto più profondo: come se la temporanea assenza della figura umana consentisse al mare e alla spiaggia di riappropriarsi del proprio “spirito”. Almeno fino alla prossima estate.