Campigotto, Luca

Erede dei grandi fotografi di viaggio del XIX secolo, da Maxime Du Camp a Felice Beato, Luca Campigotto (Venezia, 1962) appare impegnato nel difficile recupero di un grado zero dell’immagine, di quello stupore proprio di uno sguardo originario.
Nei suoi continui viaggi, il fotografo incontra volti, scenari naturali e, soprattutto, architetture che incidono sul paesaggio e danno il metro della storia di una civiltà: Il Cairo, Roma, New York, Istanbul, Cina, India, Sud America. Ma per il fotografo è un dovere tornare e misurare i nuovi valori a contatto con ciò che gli è più familiare.
Fotografare è dunque re-interpretare, spazzando via l’immagine sedimentata dei luoghi noti. Architetture, spazi urbani, aeroporti che l’atmosfera allusiva della notte, dopo lo sforzo diurno, depura e rivitalizza, dandogli nuovi significati.