Ceraudo, Giancarlo

Reporter per indole, per passione e per mestiere, Giancarlo Ceraudo (Roma, 1969) inizia a sperimentare la fotografia come strumento di elaborazione dell’esperienza del viaggio per poi affinare, negli anni, uno sguardo più penetrante su questioni sociali, economiche, etniche, religiose.
Il formato, l’inquadratura e la luce sono gli elementi lessicali forti del suo lavoro. Il taglio dell’immagine non è mai convenzionale, non si preoccupa di inquadrare ortogonalmente la realtà quanto piuttosto di coglierla per frammenti, “fotogrammi” di storie in corso. Anche la luce gioca un ruolo importante nella sintassi generale, aggiungendo espressività, a volte enfasi, al soggetto. Ma la connotazione “cinematografica” delle fotografie nulla toglie alla densità della storia raccontata. Ceraudo non cerca effetti, cerca storie, spesso difficili, comunque significative: racconti di vita, che non hanno nulla di artificiale. E in questa ricerca di storie Ceraudo è andato focalizzando la sua attenzione verso contesti sociali complessi, trasferendo la sua attività in America Latina, attratto dalle sfaccettature che il brusco cambiamento dovuto alla crisi argentina del 2001 ha prodotto in tutto il continente.
Ceraudo ha partecipato ad atlante italiano003 con un reportage sulla costa tra Marche e Abruzzo.