Del Debbio, Enrico

Tra gli architetti di maggiore rilievo attivi a Roma fra gli anni Venti e Settanta del Novecento, Enrico Del Debbio (Carrara, 1891 – Roma, 1973) compie gli studi a Carrara presso la Regia Accademia di Belle Arti, perfezionandosi in architettura (1910). Nel 1914 gli viene assegnato il prestigioso Pensionato Artistico Nazionale e si trasferisce nella capitale, dove rimarrà tutta la vita, frequentando letterati, critici e artisti.

É vincitore di numerosi concorsi nazionali di architettura, è attivo presso i più noti studi professionali e dal 1920 insegna nella Scuola Superiore di Architettura di Roma.

Alla prima Biennale Romana del 1921 ottiene il primo premio per l’architettura. Gli anni Venti e Trenta coincidono con un periodo di riconoscimenti pubblici e istituzionali: è nominato Accademico dell’Accademia Nazionale di San Luca (1930) e dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze (1936); è membro del comitato organizzatore della I Esposizione Quadriennale Romana (1930); gli è affidata la consulenza tecnico-artistica per il rinnovo del Palazzo delle Esposizioni e per l’organizzazione della Mostra del decennale della rivoluzione fascista (1931).

Dal 1927 inizia a lavorare al piano urbanistico e ai progetti del Foro Mussolini, poi denominato Foro Italico, che lo impegnerà per quarant’anni. In veste di direttore dell’Ufficio Tecnico dell’Opera Nazionale Balilla sarà supervisore di molti impianti educativi e sportivi in Italia e progetterà le sedi di diverse Case del Balilla nel Paese. Partecipa ai lavori per la formulazione della legge dell’urbanistica italiana (L.1050 del 1942) e di quella sulla presenza delle opere d’arte negli edifici pubblici, la cosiddetta Legge del 2%, sempre del ’42. Dopo la guerra si confronta con diverse tipologie architettoniche: la casa d’abitazione, realizzando le case di Ponticelli a Napoli (1952) e dell’Isolotto a Firenze (1954), e l’architettura sacra con la chiesa di San Salvatore a Pantelleria (1947-48). Riprende i lavori al Foro Italico, del Ministero degli Affari Esteri, sospeso all’approssimarsi della guerra, e, in vista dei Giochi Olimpici del 1960, progetta la Casa Internazionale dello Studente e lo Stadio del Nuoto.

Riceve riconoscimenti pubblici, tra cui la medaglia d’oro di I Classe riservata ai Benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte dal Ministro della Pubblica Istruzione nel 1959; e incarichi accademici, presso la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon (1961) e la Facoltà di Architettura di Roma (1967) in cui è nominato Professore Emerito.


Bibliografia essenziale

E. Valeriani, Del Debbio, Roma, Editalia, 1976
Il Foro Italico, a cura del Comitato dei Monumenti Moderni, Roma 1990
A. Greco, S. Santuccio, Foro Italico. Atlante storico delle città italiane-Roma1, Roma 1991
M. L. Neri, Il ruolo di Enrico Del Debbio nella cultura architettonica italiana, in V. Fianchetti Pardo, (a cura di) La Facoltà di architettura dell’Università di Roma “La Sapienza” dalle origini al duemila, Roma 2001, pp.317-372
M. Mulazzani, R. Capomolla, R. Vittoriani, Roma, il Foro Mussolini, in “Casabella”, 1, Dicembre 2004/Gennaio 2005, pp. 7-27
M. L. Neri, Enrico Del Debbio, catalogo della mostra (Roma, 7dicembre 2006- 4 febbraio 2007), Milano 2006
E. Terenzoni, A. Vittorini (a cura di), Enrico Del Debbio architetto – la misura della modernità, guida breve alla mostra, Roma 2006