Ruscha, Ed

d Ruscha, artista la cui poliedrica attività difficilmente si può racchiudere in rigide categorie, è una delle figure più interessanti del panorama artistico contemporaneo. Intreccia infatti linguaggi diversi che vanno dall’arte Pop a quella concettuale, dall’astrazione al realismo, realizzando opere caratterizzate da una sempreviva forza innovativa, che spaziano dalla pittura alla grafica, dal disegno alla fotografia, dai libri d’artista al cinema. Nato nel 1937 ad Omaha nel Nebraska, nutre fin da molto giovane un forte interesse per la grafica e per le tecniche pubblicitarie, così come per i pionieristici lavori Pop di Johns e Warhol. Un momento fondamentale per la crescita artistica di Ed Ruscha si colloca intorno ai primi anni Sessanta, quando si trasferisce a Los Angeles per completare i suoi studi presso il Chouinard Art Institute. In effetti è proprio dal fascino artificiosamente scintillante di Los Angeles, ma anche e soprattutto dagli scenari più comuni delle strade, dei parcheggi e dei distributori di benzina, che Ruscha trae ispirazione per le opere di questo primo periodo. Grazie all’uso di uno strumento neutro come la macchina fotografica riesce infatti a ritrarre, scegliendo inquadrature apparentemente casuali, un interessante «catalogo di realtà». In quest’ottica va letta l’opera Twentysix Gasoline Stations, del 1963, che raccoglie, in modo impassibilmente veritiero, le fotografie dei distributori di benzina lungo l’autostrada 66. L’interesse per la fotografia rappresenta una costante del lavoro di Ruscha, presente anche nei dipinti successivi, per lo più oli su tela, nei quali l’artista utilizza il linguaggio micrograficamente descrittivo, tipico delle riprese fotografiche. Per accrescere il potere di impatto delle sue opere, lavora molto anche con le parole che sovrappone alle immagini dipinte. Si tratta di soluzioni verbali scritte a grandi lettere e privilegiate per il loro potere fonetico ed evocativo. Negli anni Ottanta, Ruscha approfondisce il rapporto tra parola e figurazione accostando, secondo un procedimento surrealista, realtà tra loro molto diverse. Nei lavori più recenti, torna sul tema delle mappe, già affrontato nei primi anni Sessanta. Si tratta di mappe che non sono utilizzate come strumenti di catalogazione e documentazione di un luogo, quanto piuttosto come semplici griglie geometriche. Ciò che sarebbe significativo per rintracciare una determinata posizione geografica viene infatti omesso mentre si aggiungono altri particolari, apparentemente inutili, ma in realtà privilegiati per il loro potere evocativo. L’interesse delle opere di Ed Ruscha è riconosciuto al livello internazionale: gran parte dei suoi lavori sono infatti stati esposti nei più importanti musei del mondo.