Raedecker, Michael

Nato ad Amsterdam nel 1963, Raedecker vive e lavora a Londra.
Compiuti gli studi ad Amsterdam e poi a Londra al Goldsmith College, dal 1992 ha esposto presso importanti musei ed istituzioni europee. Nel 1999 ha presentato due importanti mostre personali allo Stedelijk Van Abbemuseum di Eindhoven ed ha partecipato alla VI Biennale Internazionale di Istanbul. Sempre nel 1999 ha ricevuto il premio John Moores e nel 2000 è stato finalista del Turner Prize, presso la Tate Gallery a Londra.
E’ tra i pochi artisti olandesi a far parte della prestigiosa Saatchi Collection.
Le sue opere disorientano ed inquietano. I soggetti sono paesaggi desertici americani, lussuosi interni californiani, modelli di case ideali degli anni ’50 o prefabbricati isolati. I toni della tavolozza dell’artista (beige, verde oliva, terra) creano atmosfere melanconiche e i titoli – come phantom (fantasma) o drift (detrito) del 1999 – evocano immaginari luoghi periferici e transitori.
Raedecker è consapevole delle potenzialità dei materiali e delle tecniche tanto da diventare veri e propri elementi di definizione del suo stile. Con questi metodi ottiene un effetto sorpresa sugli spettatori: le qualità tattili nelle sue opere appartengono sia ai materiali che agli oggetti ritratti e le superfici in rilievo entrano in contrasto con la piattezza della pittura. I suoi lavori e il modo in cui l’artista sceglie di mostrarli suggeriscono diverse narrazioni a cui lo spettatore è incoraggiato a partecipare.
“(…) lascio un po’ di spazio – dice Raedecker – affinché anche lo spettatore possa entrare nel quadro.”