Brown, Trisha

Trisha Brown
Trisha Brown (1936, Aberdeen, Washington), si forma a Mills ed in seguito studia con Merce Cunningham insieme ad altri danzatori tra cui Steve Paxton e Yvonne Rainer, con i quali, tra il 1962 e il 1964 parteciperà al Judson Dance Theater cambiando per sempre la danza, superando i limiti imposti fino ad allora alla coreografia. Sviluppa il suo linguaggio personale lavorando da un lato sull’improvvisazione e dall’altro sulla struttura del movimento.
Nel 1970 fonda la sua compagnia ed esplora l’idea di movimento attraverso diversi cicli coreografici, concentrandosi sulla relazione tra corpo e spazio ed infrangendo molte delle regole che avevano caratterizzato la danza fino a quel momento.
In questo primo periodo la Brown rifiuta le convenzioni sceniche e le regole della rappresentazione: i luoghi che sceglie sono nella maggior parte dei casi non convenzionali come tetti, strade, spazi pubblici. Crea coreografie inserendo il movimento nell’ambiente, giocando con la gravità, il peso e l’equilibrio: il corpo del danzatore diventa cassa di risonanza per lo spazio che attraversa e modifica. L’approccio analitico che caratterizza il lavoro di Trisha Brown ha permesso a molti danzatori di condividere le sue modalità creative e la sua visione della danza. Tra i suoi più significativi lavori ricordiamo: Planes (1968), Locus (1975), Set and reset (1983), Newark (1987), Foray, Forêt (1990), Present tense (2003).