Friedman, Yona

Friedman Yona

Ungherese di nascita, francese di adozione, Friedman costruisce la sua personalità sulla scia del pensiero radicale, post CIAM ‘58, che nel suo caso prende le forme della “ville spatiale”, un’architettura tridimensionale, che cresce sopra le strutture urbane esistenti, occupandone i vuoti e gli spazi interstiziali. Questa posizione visionaria, che Friedman condivide inizialmente con i colleghi del gruppo Geam (Groupe d’études de architecture mobile), attivo fra il 1958 e il ’62, con i quali avvia lo studio sull’architettura mobile, è figlia di quel clima culturale e utopico, noto anche come “età della megastruttura”. L’interesse per un’idea di società “mobile”, che si trasforma costantemente, lo spinge a frequentare i terreni della progettazione partecipata, come avviene nella realizzazione del liceo David ad Angers (1978/81), cui chiama a partecipare i successivi utenti. Il libro che meglio rappresenta la tensione etica e civile del suo pensiero è Utopie realizzabili, catalogo della mostra parigina del 1975, tradotto in italiano nel 2003. Nel testo Friedman fa appello alla teoria del gruppo critico per favorire un’idea di ristrutturazione della società in senso democratico, volta a fuggire ogni elitarismo. L’opera Cartoline postali (Venezia), 2009 è stata acquisita dal MAXXI Architettura nel 2011.

Yona Friedman, Cartoline postali (Venezia), 2009 (part.)