Sacripanti, Maurizio

Sacripanti Maurizio

Maurizio Sacripanti (1916-1996) si laurea a Roma nel 1942 e solo qualche anno dopo vince il primo premio nel concorso per la sistemazione di Piazza Garibaldi a Perugia. E’ il segno di quella precocità dell’invenzione che è la cifra significativa della sua attività progettuale. Dopo alcune realizzazioni di complessi residenziali di chiara matrice razionalista, negli anni Sessanta Sacripanti comincia a sperimentare un linguaggio che porta alla frantumazione del volume. E’ il caso del lavoro di scavo del volume cui è sottoposta la torre del grattacielo Peugeot a Buenos Aires (1961). Nei concorsi per il teatro di Cagliari (1964/65) e per quello di Forlì (1974/77) enfatizza la predilezione per lo spazio scenico mobile e per la macchina teatrale, una rilettura del gropiusiano “total theater” attraverso un linguaggio di segni che si rifanno a Kahn. Il tema dell’articolazione volumetrica si ritrova anche negli edifici scolastici degli anni Settanta e Ottanta, a Molfetta e a Sant’Arcangelo di Romagna. La ricerca del significato materico dell’architettura si manifesta nella ricerca di un segno poco aggraziato nei disegni, ma soprattutto nella passione per l’espressività plastica del cemento armato. Dal 2011 un importante nucleo di progetti sono presenti nelle collezioni del MAXXI Architettura.

Maurizio Sacripanti, Progetto per il Teatro comunale di Forlì, 1977/89 (part.)