Re-cycle


Re-cycle



mostra fotografica nell’ambito di Re-cycle
Sala Carlo Scarpa
a cura di Francesca Fabiani

Con Permanent Error vengono esposte, all’interno della mostra Re-Cycle, 27 fotografie di un progetto che ha come protagonista la baraccopoli di Agbogbloshie nel Ghana, una delle discariche hi-tech più grandi del mondo dove computer, monitor e schede madri vengono bruciati per ricavare rame, ottone, alluminio e zinco producendo residui tossici che contaminano l’aria, l’acqua, la terra e le persone.

Il fotografo sudafricano Pieter Hugo ha fatto della e-waste il soggetto di uno dei suoi lavori più affascinanti, restituendo un’atmosfera tra il bucolico e l’infernale, in cui le figure si aggirano tra falò e cumuli di rottami informatici mentre vacche e buoi pascolano placidi tra i miasmi tossici del terreno. Uno scenario catastrofico che lancia nel titolo un ulteriore monito.

Digital C-Prints © Pieter Hugo, Courtesy Galleria Extraspazio, Roma; Michael Stevenson Gallery, Cape Town; Yossi Milo, New York Yakubu Al Hasan, Digital C-Prints © Pieter Hugo, Courtesy Galleria Extraspazio, Roma; Michael Stevenson Gallery, Cape Town; Yossi Milo, New York Digital C-Prints © Pieter Hugo, Courtesy Galleria Extraspazio, Roma; Michael Stevenson Gallery, Cape Town; Yossi Milo, New York

Pieter Hugo, Aissah Salifu, 2009-2010, Agbogbloshie, Accra (Ghana). Courtesy Galleria Extraspazio, Roma; Michael Stevenson Gallery, Cape Town; Yossi Milo, New York (part.)



a cura di Domitilla Dardi

Fernando e Humberto Campana sono gli autori che hanno maggiormente contribuito a rendere la trasformazione di forme e materiali uno dei temi nodali del design contemporaneo. Grazie al loro lavoro materie comuni, spesso anche umili scarti, sono accostate con grande libertà d’immaginazione a elementi più nobili, fondendoli in una nuova visione basata su recupero e contaminazione.

L’installazione site specific per il MAXXI rispecchia questo approccio progettuale, proponendolo su una scala al limite tra design e arte, architettura e paesaggio. Una grande struttura aggettante offre riparo dalle intemperie ai visitatori del museo, dialogando con le sinuose forme architettoniche di Zaha Hadid. La suggestione è quella della Maloca, la capanna dei nativi brasiliani, ricordata nella tessitura tradizionale di una rafia sintetica che è frutto di tecnologie attuali. L’opera si basa su un sapere antico reinventato in chiave contemporanea per un luogo della cultura del XXI secolo, assecondando il primario bisogno di protezione che informa l’architettura di ogni tempo.

Il progetto Maloca è una coproduzione MAXXI – Paolo e Noemia d’Amico

 


 


materiali impiegati: ante di armadi, barili di petrolio, bottiglie di vetro, cantinelle e travi di legno, finestre pannelli in multistrato, fogli di lamiera, portiere di automobili, etc.

officina roma è l’installazione nel piazzale del MAXXI realizzata dallo studio tedesco raumlaborberlin utilizzando solo materiali di scarto come bottiglie di vetro, porte e finestre, barili ed elementi in legno. Questi ultimi in parte derivano da precedenti allestimenti espositivi del museo e dallo smontaggio di un padiglione temporaneo per i laboratori didattici, costruito in occasione della mostra Universo Rietveld.
Con la sua suddivisione in ambienti, l’installazione ricorda una casa: la cucina, una camera da letto e, al posto del soggiorno, la sala destinata ai laboratori. La scelta di una tecnica costruttiva volutamente semplice è finalizzata al coinvolgimento di personale non professionista, caratteristica ricorrente nel lavoro dei raumlaborberlin.

Re-Cycle. Laboratorio sperimentale sul riciclo ideato e diretto dal gruppo di architetti tedeschi Raumlaborberlin.
Progetto educativo in partnership con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.