Re-cycle

  • Re-cycle 1 dicembre 2011 - 29 aprile 2012 prorogata fino al 20 maggio
    Gallerie 1, 2 e Sala Carlo Scarpa
    Dal 26 febbraio parte della Galleria 2 sarà chiusa per consentire l’allestimento delle nuove mostre

    a cura di Pippo Ciorra

    La pratica del riciclo come “uno dei massimi generatori di innovazione creativa”.
    È RE-CYCLE. Strategie per l’architettura, la città e il pianeta, la grande mostra che il MAXXI Architettura dedica a uno dei temi principali del terzo millennio, quello del riciclo dei materiali di scarto. In mostra oltre 80 opere tra disegni, modelli, progetti di architettura, urbanistica e paesaggio, in dialogo continuo con opere di artisti, designer, video maker, con ampi sconfinamenti verso produzioni musicali e televisive. Il risultato è un viaggio interdisciplinare attraverso opere di natura e provenienza diverse, tutte però accomunate dal riuso creativo dello scarto. La mostra si espande all’esterno del museo con due installazioni site specific: il progetto Maloca dei designer brasiliani Fernando e Humberto Campana (che giovedì 1 dicembre alle ore 21 incontreranno il pubblico in occasione di MAXXINWEB) e il padiglione officina roma in materiale riciclato del collettivo tedesco. Inoltre, nella Sala Carlo Scarpa, al piano terra, la mostra fotografica Permanent Error di Pieter Hugo: 27 scatti che raccontano attraverso ritratti inquietanti un’apocalittica, enorme discarica tecnologica in Ghana. Pieter Hugo incontrerà il pubblico del museo mercoledì 30 Novembre, alle ore 18:00, al MAXXI B.A.S.E. (ingresso libero).


    Livello 0 / Piazzale Maloca, Fernando e Humberto Campana Livello 0 / Sala Carlo Scarpa Pietr Hugo - permanent error Livello 0 / Galleria 1 Livello 1 / Galleria 2

    Dal catalogo Re-cycle. Strategie per l'architettura, la città, il paesaggio a cura di Pippo Ciorra e Sara Marini - Edizioni Electa:

  • Re-cycle
    1 dicembre 2011 - 29 aprile 2012 prorogata fino al 20 maggio
    Gallerie 1, 2 e Sala Carlo Scarpa
    Dal 26 febbraio parte della Galleria 2 sarà chiusa per consentire l’allestimento delle nuove mostre
    a cura di Pippo Ciorra

    L’esposizione comprende sia progetti recentissimi, prodotti dalla nuova sensibilità ambientale che pervade il lavoro dei progettisti, sia esempi più consolidati o perfino storici, a testimoniare che il riciclo è una pratica connaturata al mestiere del progettista e dell’artista: dal plastico originale del progetto della High Line di New York, al disegno di Peter Eisenman per Cannaregio a Venezia, a quelli di Superstudio sulla sopraelevazione del Colosseo; dalle immagini del Palais de Tokyo a Parigi di Lacaton & Vassal e del Wagristoratore di Pietro Portaluppi in Val Formazza (Verbania), al modello dei Tunnel di Trento, trasformato in museo da Elisabetta Terragni; dalle foto del progetto di James Corner che trasforma una discarica in parco a Staten Island, NY, fino ai video con i riciclaggi di opere dismesse di Frank O. Gehry e Venturi, Scott Brown and Associates. Tra i ricicli “più creativi”, la sezione Music on bones propone i dischi di Jimi Hendrix e altre rockstar incisi su radiografie mediche nella Russia della Guerra Fredda; uno straordinario MAXXIblob di 1500 ore che verrà proiettato per tutta la durata della mostra; la parete in bottiglie riciclate in PET (polietilenetereftalato) con cui Miniwiz ha interamente rivestito il padiglione EcoARK a Taipei. Ma il concetto di riciclo è indagato anche attraverso idee, parole, musica, oggetti e media di ogni genere.
    Tra le opere in mostra:

    High Line
    James Corner Field Operations, Diller Scofidio + Renfro, Piet Oudolf New York, NY, Stati Uniti, 2004 - 2009 (Fase I), 2011 (Fase II)
     
    La High Line è un nuovo parco pubblico a new York lungo 1,5 miglia realizzato lungo una linea ferroviaria sopraelevata abbandonata che si estende dal Meatpacking District fino alle Hudson Rail Yards a Manhattan. Il nuovo parco interpreta la sua eredità, traducendo la biodiversità in una stringa di microclimi urbani site-specific lungo lo sviluppo della ferrovia che include spazi soleggiati, ombreggiati, umidi, secchi, ventilati e riparati. Il parco ospita contemporaneamente l’incolto e il coltivato, l’intimo e il sociale.
    Monumento Continuo: sopraelevazione del Colosseo
    Superstudio (Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo di Francia, Roberto Magris, Gian Piero Frassinelli, Alessandro Magris, Alessandro Poli) Roma, 1969 
    La “Sopraelevazione del Colosseo” è una delle immagini elaborate, tra il 1968 e il 1970, per il progetto “Monumento Continuo” che deriva a sua volta dal sistema degli “Istogrammi” con il quale si chiudeva il ciclo della Superarchitettura. Le immagini non sono altro che la trasposizione architettonica di una “utopia negativa”, ovvero di un sistema critico che portava al limite alcune linee di tendenza del progetto urbano. Il Colosseo si completa con un’operazione per absurdum, una “grande” sopraelevazione, che ne aumenterà la visibilità e la sua carica simbolica.
    Museo Storico del Trentino
    Elisabetta Terragni - Studio Terragni Architetti Trento, 2007 - 2009
     
    Il progetto reinterpreta un frammento d’infrastruttura per i trasporti, convertendola all’uso pedonale. Strutturando questo spostamento con giardini urbani che trasfigurano i tunnel in simboli di una regione che collega il Sud mediterraneo e il Nord germanico. Il progetto fonde riciclo, restauro e rinnovamento.
    Wagristoratore
    Piero Portaluppi Passo San Giacomo, Val Formazza (VB), 1929 - 1930  
    Ideato nel 1929 per il passo alpino di San Giacomo, il progetto prevedeva la realizzazione di un ristorante da ospitare all’interno di due vagoni ferroviari issati su pilastri di cemento e raccordati da un piccolo chalet di tre piani con tetto a spiovente, realizzato in muratura. Il Wagristoratore utilizzava una carrozza ristorante e un vagone letto, arredati con velluti rossi e stucchi dorati, collocandoli in un luogo a quel tempo praticamente inaccessibile sollevati da terra. Ritenuto un possibile pericoloso rifugio per i partigiani, il Wagristoratore fu incendiato e distrutto nel corso degli scontri bellici del 1944.
    EcoARK
    MINIWIZ Taipei - Taiwan, 2008 - 2010
     
    EcoARK è un padiglione di circa 2000 mq progettato per ospitare parte del Flora Expo 2010 di Taipei. La sostenibilità è il tema centrale di questo edificio che impiega sistemi di raffrescamento naturale e pannelli solari per alimentare i LED con cui EcoARK è illuminato. L’involucro del padiglione è stato realizzato impiegando 1,5 milioni di POLLI-Brick, blocchi modulari ricavati dai contenitori in PET (polietilenetereftalato). Nel 2009 a Taiwan sono state riciclate circa 100.000 tonnellate di PET, l’80% del totale prodotto in questo paese, un dato fondamentale perché sull’isola non c’è spazio per realizzare discariche.

    SPR
    Maria Giuseppina Grasso Cannizzo Ragusa, 2000 - 2004

    L’edificio viene acquistato da una coppia che, esclusa l’ipotesi di demolire e ricostruire, accetta la possibilità di un intervento radicale che riorganizzi gli spazi interni. L’edificio viene sottoposto a un processo di riduzione attraverso la demolizione progressiva della forma pre-esistente, mentre le macerie prodotte vengono usate come materiale da costruzione per guadagnare la continuità di quota tra il primo piano e l’area esterna e impiantare il nuovo giardino.

    Alvéole 14
    LIN Finn Geipel, Giulia Andi Saint-Nazaire - Francia, 2003 - 2007 

    La base sottomarina di Saint-Nazaire fu costruita dalla marina tedesca nel porto della città vecchia durante la Seconda Guerra Mondiale. Questa dura e impressionante struttura dalle dimensioni enormi (295 x 130 x 18 m), è stata trasformata con interventi minimi. Due delle quattordici ex-unità sottomarine sono state convertite in strutture culturali: LiFE, per le forme artistiche emergenti, e VIP, uno spazio per la musica contemporanea

    Parco dei Suoni
    Pierpaolo Perra (capogruppo / chief architect), Alberto Antioco Loche Riola Sardo (OR), 2003 - 2007 
    Il recupero delle cave dismesse di Su Cuccuru Mannu, per anni destinate a discarica e luogo di marginalità, ha consentito il riscatto dell’area passando così dalla precedente condizione di degrado a quella di parco tematico. Attraverso i suoni, la musica e l'espressione, gli spazi offrono oggi inaspettate adattabilità e valenza evocativa. Il tema sonoro-musicale costituisce la “spina dorsale” dell’intervento ed è articolato in un insieme di percorsi sonorizzati che attraversano le cave e le aree circostanti.
    Music On Bones
    sconosciuto ex-URSS, 1946 - 1960 
    In Russia, durante la Guerra fredda tra il 1946 e i primi anni Sessanta, la produzione di dischi su vecchie radiografie era una pratica ritenuta antisovietica e punita con la reclusione da 3 a 7 anni. Il disco master veniva impresso su radiografie riscaldate, ricavandone così una sorta di registrazione fonografica, i cui solchi appena visibili erano incisi su crani, casse toraciche e midollo spinale di cittadini russi. Sino alla morte di Stalin, la “musica sulle ossa” – com’era definita nei documenti del KGB e nei film di contro-propaganda realizzati del governo sovietico – era il solo modo per poter ascoltare i successi musicali dall’Occidente.
    Spelling Dystopia
    Nina Fischer & Maroan el Sani Germania - Giappone, 2008 – 2009 Video 17’ 16”
     
    La protagonista di Spelling Dystopia è Hashima, un’isola dall’affascinante storia che sorge al largo delle coste del Giappone. Interamente artificiale, quest’isola di cemento serviva per l’estrazione del carbone; al suo momento del suo massimo utilizzo ospitava circa 5.000 abitanti ed era quindi il luogo più densamente popolato al mondo. Abbandonata nel 1974 per l’esaurimento delle sue risorse minerarie, l’isola ha da allora assunto un aspetto spettrale e mitico nell’immaginazione nazionale. Fischer & el Sani esplorano i mutevoli ruoli dell’isola nel corso della storia, raccogliendo i racconti di un suo ex-abitante e le attuali impressioni di studenti liceali nei confronti di un luogo che conoscono solo indirettamente, attraverso le sue rappresentazioni.

     

  • Re-cycle

    mostra fotografica nell'ambito di Re-cycle
    Sala Carlo Scarpa
    a cura di Francesca Fabiani

    Con Permanent Error vengono esposte, all’interno della mostra Re-Cycle, 27 fotografie di un progetto che ha come protagonista la baraccopoli di Agbogbloshie nel Ghana, una delle discariche hi-tech più grandi del mondo dove computer, monitor e schede madri vengono bruciati per ricavare rame, ottone, alluminio e zinco producendo residui tossici che contaminano l’aria, l’acqua, la terra e le persone. Il fotografo sudafricano Pieter Hugoha fatto della e-waste il soggetto di uno dei suoi lavori più affascinanti, restituendo un’atmosfera tra il bucolico e l’infernale, in cui le figure si aggirano tra falò e cumuli di rottami informatici mentre vacche e buoi pascolano placidi tra i miasmi tossici del terreno. Uno scenario catastrofico che lancia nel titolo un ulteriore monito.

    Digital C-Prints © Pieter Hugo, Courtesy Galleria Extraspazio, Roma; Michael Stevenson Gallery, Cape Town; Yossi Milo, New York Yakubu Al Hasan, Digital C-Prints © Pieter Hugo, Courtesy Galleria Extraspazio, Roma; Michael Stevenson Gallery, Cape Town; Yossi Milo, New York Digital C-Prints © Pieter Hugo, Courtesy Galleria Extraspazio, Roma; Michael Stevenson Gallery, Cape Town; Yossi Milo, New York

    Pieter Hugo, Aissah Salifu, 2009-2010, Agbogbloshie, Accra (Ghana). Courtesy Galleria Extraspazio, Roma; Michael Stevenson Gallery, Cape Town; Yossi Milo, New York (part.)


    a cura di Domitilla Dardi

    Fernando e Humberto Campana sono gli autori che hanno maggiormente contribuito a rendere la trasformazione di forme e materiali uno dei temi nodali del design contemporaneo. Grazie al loro lavoro materie comuni, spesso anche umili scarti, sono accostate con grande libertà d’immaginazione a elementi più nobili, fondendoli in una nuova visione basata su recupero e contaminazione. L’installazione site specific per il MAXXI rispecchia questo approccio progettuale, proponendolo su una scala al limite tra design e arte, architettura e paesaggio. Una grande struttura aggettante offre riparo dalle intemperie ai visitatori del museo, dialogando con le sinuose forme architettoniche di Zaha Hadid. La suggestione è quella della Maloca, la capanna dei nativi brasiliani, ricordata nella tessitura tradizionale di una rafia sintetica che è frutto di tecnologie attuali. L’opera si basa su un sapere antico reinventato in chiave contemporanea per un luogo della cultura del XXI secolo, assecondando il primario bisogno di protezione che informa l’architettura di ogni tempo.

    Il progetto Maloca è una coproduzione MAXXI – Paolo e Noemia d'Amico

     


     

    materiali impiegati: ante di armadi, barili di petrolio, bottiglie di vetro, cantinelle e travi di legno, finestre pannelli in multistrato, fogli di lamiera, portiere di automobili, etc.
    officina roma
    è l’installazione nel piazzale del MAXXI realizzata dallo studio tedesco raumlaborberlin utilizzando solo materiali di scarto come bottiglie di vetro, porte e finestre, barili ed elementi in legno. Questi ultimi in parte derivano da precedenti allestimenti espositivi del museo e dallo smontaggio di un padiglione temporaneo per i laboratori didattici, costruito in occasione della mostra Universo Rietveld. Con la sua suddivisione in ambienti, l’installazione ricorda una casa: la cucina, una camera da letto e, al posto del soggiorno, la sala destinata ai laboratori. La scelta di una tecnica costruttiva volutamente semplice è finalizzata al coinvolgimento di personale non professionista, caratteristica ricorrente nel lavoro dei raumlaborberlin.

    Re-Cycle. Laboratorio sperimentale sul riciclo ideato e diretto dal gruppo di architetti tedeschi Raumlaborberlin. Progetto educativo in partnership con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

  • Re-cycle


    Foto di Cesare Querci


    Foto di Sebastiano Luciano

  • Re-cycle

     

  • Re-cycle
    Incontro con Pieter Hugo
    mercoledì 30 novembre, ore 18.00

    sala incontri MAXXI B.A.S.E. – ingresso libero
    Il MAXXI presenta l’atteso incontro con Pieter Hugo, in occasione dell’inaugurazione della mostra Permanent Error, che il Museo dedica al fotografo sudamericano.


    Re-cycle LAB/01

    giovedì 1 dicembre, ore 11.00

    Auditorium del MAXXI – ingresso libero

    Incontro con gli architetti della mostra Re-cycle
    introduce  Margherita Guccione
    presenta Axel Sowa
    con il team curatoriale MAXXI architettura, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Pippo Ciorra, Domitilla Dardi, Alessandro d’Onofrio, Francesca Fabiani, feld 72, Albert France-Lanord (A)rchitects, Francesco Garofalo, Manuel Gausa, Enrico Ghezzi, INDEX Architekten, LIN Architects, Luderwaldt Architekten, Sara Marini, Dinko Peracic, raumlaborberlin, Mosè Ricci, Elisabetta Terragni, Cristiano Toraldo di Francia, Gabriele Mastrigli, Miranda Veliacic, Xenia Vytuleva

    Incontro con Fernando e Humberto Campana

    giovedì 1 dicembre, ore 21.00

    Auditorium del MAXXI – ingresso libero
    nell’ambito della rassegna MAXXIinWeb