L’Aquila. Magnitudo zero


giovedì 5 luglio, ore 19.00
Spazio YAP – ingresso libero
presentazione del volume

“L’Aquila. Magnitudo zero” è un viaggio nei luoghi dove l’eco del disastro seguito al terremoto del 2009 torna e muta a ogni passo, riletto dallo sguardo di quattro fotografi: Pino De Angelis, Giampiero Duronio, Mauro Mattia e Salvatore Piermarini.
Insieme e in solitudine, i quattro hanno seguito percorsi autonomi, divergenti e concentrici, realizzando un reportage che cerca di rappresentare la città che non c’è più, visitandola e rivisitandola con la missione esplicita di mostrare lo stato delle cose: i monumenti, gli oggetti sparsi e le cose abbandonate, i solchi delle ferite e le ricuciture, i restauri, gli impacchettamenti, le ingessature, le anastomosi.
Il volume, edito da Quodlibet, contiene testi di Margherita Guccione, Francesca Fabiani, Vito Teti.

Intervengono
Margherita Guccione Direttore MAXXI Architettura
Francesca Fabiani Responsabile Collezioni di Fotografia MAXXI Architettura
Rosario Pavia architetto e urbanista, Università degli studi “G. d’Annunzio” Chieti Pescara
Vito Teti antropologo, Università della Calabria – Dipartimento di Filologia – Centro Antropologia e letteratura del Mediterraneo
Luca Zevi architetto e urbanista, curatore Padiglione Italia XIII Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia

Modera
Paolo Conti Corriere della Sera


Gli autori
Pino De Angelis, medico, dopo numerose campagne fotografiche sul sud d’Italia e sulle periferie delle città, si è dedicato totalmente al reportage di viaggio per tornare a rivolgersi al ritratto e al paesaggio, urbano e naturale.
Giampiero Duronio, architetto, (L’Aquila) fotografa lo spazio naturale ed antropizzato oltre che per documentarne le permanenze e le trasformazioni, per ricercarne un ordine e una ragione oltre l’evidenza del loro manifestarsi.
Mauro Mattia
(L’Aquila) si è dedicato a temi di storia e antropologia affiancando al suo lavoro l’organizzazione di corsi di alfabetizzazione fotografica, cinematografica e audiovisiva nelle scuole.
Salvatore Piermarini
sceglie come temi e motivi del suo lavoro la fotografia di impegno sociale, l’arte contemporanea, le trasformazioni del paesaggio metropolitano, il ritratto, il teatro e il mondo della cultura.