Tra Antico e Moderno. Le Corbusier e la Città


martedì 13 novembre 2012, ore 18.30
Istituto Svizzero di Roma, Via Ludovisi 48 – Sala Conferenze
Traduzione simultanea

Secondo il Manifesto del Futurismo (1909) Venezia, “cloaca massima del passatismo”, sarebbe l’antitesi alla modernità. Oggi però sappiamo che, al contrario, il “passatismo” è un potente aspetto della stessa. Com’è possibile che l’architettura moderna abbia “ignorato” un fenomeno di tale importanza?
Nel suo intervento, Stanislaus von Moos propone una lettura della Ville radieuse non tanto come antitesi al “passatismo” ma come laboratorio della città post-industriale con le sue componenti di nostalgia e spettacolo.
“Ma è proprio vero che le visioni lecorbusieriane siano state del tutto ignare del passato e del contesto? Non possiamo davvero riconoscervi nessuna traccia di quella cultura della riforma (della “nuova forma”) che cercava di porre rimedio al disordine della modernità?” (Marco De Michelis).

Presenta l’incontro Christoph Riedweg, Direttore Istituto Svizzero di Roma
Coordina Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura

 

Stanislaus von Moos, membro ISR 1968–71, membro dell’ISR dal 1968 al ’71, è visiting professor alla Yale School of Architecture dal 2010. Dal 1982 al 2005 è stato Ordinario di arte moderna e contemporanea all’Università di Zurigo. È autore di diverse opere, tra cui Le Corbusier (1968; nuova edizione inglese: 2009), Turm und Bollwerk (1976) e Venturi, Scott Brown & Associates (1987: 1999)

Marco De Michelis è professore di storia dell’architettura presso l’Università IUAV di Venezia e direttore della Fondazione Antonio Ratti di Como. Ha insegnato in numerose università in Europa (Amburgo, Weimar) e USA (Columbia University, Cooper Union, New York University). Dal 1993 al 1996 ha diretto la “Galleria” della Triennale di Milano. È autore di numerosi saggi su architettura e arte tra Ottocento e Novecento.

Un evento a cura dell’Istitito Svizzero Italiano in collaborazione con MAXXI Architettura, in occasione della mostra L’Italia di Le Corbusier.

Con il sostegno di Albert Gnägi (Zurigo, membro ISR 1970/71), Dr. Charles Hummel Stiftung (Zurigo), Jacobs Foundation (Zurigo), Gunhild & Olaf Kübler (Küsnacht/Zurigo) e Georg und Bertha Schwyzer-Winiker Stiftung (Zurigo).