MAXXI » Architettura http://www.fondazionemaxxi.it Museo nazionale delle Arti del XXI secolo Tue, 29 Jul 2014 09:01:54 +0000 it hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.3.2 Copyright © MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo 2012 community@fondazionemaxxi.it (Fondazione Maxxi) community@fondazionemaxxi.it (Fondazione Maxxi) 1440 http://www.fondazionemaxxi.it/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress.jpg MAXXI http://www.fondazionemaxxi.it 144 144 http://www.fondazionemaxxi.it/?feed=podcast Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo Fondazione Maxxi Fondazione Maxxi community@fondazionemaxxi.it no no Architecture in Uniform http://www.fondazionemaxxi.it/2014/07/25/architecture-in-unifrom/ http://www.fondazionemaxxi.it/2014/07/25/architecture-in-unifrom/#comments Fri, 25 Jul 2014 14:30:16 +0000 FB http://www.fondazionemaxxi.it/?p=37924 19 dicembre 2014 – 3 maggio 2015
a cura di Jean Louis Cohen

Dedicata all’incredibile attività di ricerca e produzione architettonica e urbanistica degli anni della seconda guerra mondiale, Architecture in Uniform, prodotta dal CCA di Montreal, è tra le più importanti incursioni nella vicenda architettonica del Novecento.

Composta da un’ampia sezione internazionale, con scoperte e immagini spettacolari, per l’edizione al MAXXI, la mostra si arricchisce di una consistente sezione dedicata all’Italia, e all’incessante attività edilizia e urbanistica che già in quegli anni mette le basi per la futuro boom edilizio del dopoguerra.

In partenariato con CCA – Montreal e Cité de l’Architecture – Paris.

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Open Museum, Open City http://www.fondazionemaxxi.it/2014/07/04/open-museum-open-city/ http://www.fondazionemaxxi.it/2014/07/04/open-museum-open-city/#comments Fri, 04 Jul 2014 14:13:41 +0000 Angela http://www.fondazionemaxxi.it/?p=41837 24 ottobre – 30 novembre 2014

Una mostra che prende vita nell’intero museo, un’occasione extra-ordinaria per analizzare alcuni dei più importanti temi dei nostri tempi attraverso il loro suono.

Il progetto offre la stimolante possibilità di ripensare il rapporto tra la produzione artistica, gli interventi architettonici e la partecipazione del pubblico.
Una riflessione sulla complessità di Roma, foro moderno della trasformazione urbana e degli esperimenti socio-culturali.

Il suono diventa la chiave d’interpretazione della realtà,
un modo speciale per esplorarla,
per creare un museo aperto,
esempio condensato di una città aperta.

Da Bill Fontana a Ryoji Ikeda, da Lee Mingway a Carsten Nicolai, da Cevdet Erek a Jean Baptiste Ganne: il museo si trasforma in uno spazio aperto, un palco unico per il dialogo tra voci diverse e per la proposta di nuovi progetti sociali “svuotando lo spazio” e riempiendolo con i suoni. Dal suono fluido dell’acqua che scorre sotto la città di Roma, alla scomposizione di un pezzo musicale in singole note, dai rumori della città al il ritmo della rivoluzione e molto altro ancora.

Parte integrante della mostra il calendario degli eventi performativi: musica, danza, teatro, cinema, narrazioni, letture, poesia, incontri improvvisati nello stile dello speaker’s corner.

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Design Destinations http://www.fondazionemaxxi.it/2014/04/24/design-destinations/ http://www.fondazionemaxxi.it/2014/04/24/design-destinations/#comments Thu, 24 Apr 2014 14:24:26 +0000 FB http://www.fondazionemaxxi.it/?p=37280
28 maggio – 21 settembre 2014
Foyer Guido Reni
a cura di Domitilla Dardi

7 designer italiani della Scuola di Eindhoven
per raccontare il viaggio, le destinazioni e le nuove mappe del design

Una coperta di lana come una grande cartolina, una lampada il cui filo è lungo come la distanza tra Roma e Eindhoven in Olanda, specchi che riflettono due diverse prospettive, un banco di cambiavalute per una nuova moneta, scarpe che lasciano impronte che vanno nella direzione opposta e vestiti con grandi tasche per tutto quello che non vuoi lasciare, un bastone da passeggio di vetro riempito di materiali e suggerimenti, e ancora due set di utensili (sega, martello e cacciavite) realizzati in due luoghi geograficamente distanti ma vicini idealmente.

Una collettiva per raccontare le storie di sette designer italiani diventati migranti culturali a cui è stato chiesto di pensare a un bagaglio, non solo fisico ma anche concettuale. La mostra, offre spunti di riflessione sulla vita professionale dei loro autori, ex studenti della Design Academy di Eindhoven, punto di riferimento assoluto e nuova capitale internazionale del design.

Formafantasma | Salvatore Franzese | Gionata Gatto | Giovanni Innella e Tal Drori |
Francesca Lanzavecchia | Maurizio Montalti | Eugenia Morpurgo

La mostra è realizzata in collaborazione con l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi
e con il patrocinio della città di Eindhoven

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Strutture Romane. Montuori, Musmeci, Nervi http://www.fondazionemaxxi.it/2014/04/07/strutture-romane-montuori-musmeci-nervi/ http://www.fondazionemaxxi.it/2014/04/07/strutture-romane-montuori-musmeci-nervi/#comments Mon, 07 Apr 2014 10:52:26 +0000 CF http://www.fondazionemaxxi.it/?p=37248
17 aprile – 5 ottobre 2014
Sala Centro Archivi di Architettura
a cura di Margherita Guccione e Tullia Iori

Un equilibrio dinamico tra continuità e innovazione: è così che Roma ha trasformato in familiari, alcune strutture innovative dei più famosi ingegneri del ’900, assorbendole nel suo processo millenario di stratificazione.

Edifici simbolo e punti di riferimento della città come la Stazione Termini di Eugenio Montuori, il Palazzetto dello Sport e l’Aula delle udienze pontificie di Pierluigi Nervi, il Ponte sull’Appia Antica, i nuovi mercati generali sulla via Prenestina e i lavori di riadattamento della Basilica di Massenzio di Sergio Musmeci, sono solo alcuni dei lavori scelti per mostrare come anche il cemento armato, quando plasmato da grandi interpreti, ha contribuito al fascino della città e retto il confronto con la sua bellezza eterna.

In mostra una selezione di studi, progetti, modelli, disegni, video d’epoca e fotografie della collezione relativa agli ingegneri del XX secolo custodita nel Centro Archivi MAXXI Architettura.

Pier Luigi Nervi, Antonio Nervi, Aula delle udienze pontificie, Città del Vaticano, Roma 1963/1971. Fotografia, veduta interna del cantiere

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TRA/BETWEEN arte e architettura http://www.fondazionemaxxi.it/2014/02/22/trabetween-arte-e-architettura/ http://www.fondazionemaxxi.it/2014/02/22/trabetween-arte-e-architettura/#comments Sat, 22 Feb 2014 20:03:45 +0000 PC http://www.fondazionemaxxi.it/?p=36370
17 aprile – 21 settembre 2014
Sala Carlo Scarpa e Sala Gian Ferrari
a cura di Achille Bonito Oliva

Al MAXXI TRA/BETWEEN arte e architettura. Roma Interrotta | Piero Sartogo e gli artisti, due mostre in una per ripercorrere la stagione di nuova attenzione alla cultura contemporanea promossa alla fine degli anni Settanta dalla innovativa attività di Incontri Internazionali d’Arte.

ROMA INTERROTTA
“Roma interrotta” è una riedizione della mostra tenutasi nel 1978 ai Mercati Traianei di Roma grazie all’approccio interdisciplinare alle arti di Incontri Internazionali d’Arte e ideata da Piero Sartogo.
Piero Sartogo | Costantino Dardi | Antoine Grumbach | James Stirling | Paolo Portoghesi | Romaldo Giurgola | Robert Venturi | Colin Rowe | Michael Graves | Leon Krier | Aldo Rossi | Robert Krier

PIERO SARTOGO E GLI ARTISTI
La mostra mette in dialogo opere di arte e architettura e ripercorre anche l’attività di Incontri Internazionali d’Arte.
Daniel Buren | Gianni Colombo | Joseph Kosuth | Fabio Mauri | Giulio Paolini

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Palazzo Citterio. Progetti in mostra http://www.fondazionemaxxi.it/2014/02/21/palazzo-citterio-progetti-in-mostra/ http://www.fondazionemaxxi.it/2014/02/21/palazzo-citterio-progetti-in-mostra/#comments Fri, 21 Feb 2014 13:46:16 +0000 PC http://www.fondazionemaxxi.it/?p=36372
7 – 30 marzo 2014
a cura di Caterina Bon Valsassina e Margherita Guccione

Una mostra che racconta la storia di un edifico attraverso gli anni, gli architetti che ci hanno lavorato, la stratificazione degli interventi e come oggi, il settecentesco Palazzo Citterio, si appresta a diventare un nuovo museo, nell’ambito dell’ambizioso programma della Grande Brera, che lo metterà in rete con la Pinacoteca e le altre istituzioni del polo culturale milanese.

Arriva dalla Triennale di Milano l’esposizione dedicata alla gara per la riqualificazione del complesso di Palazzo Citterio a Milano.
Alla gara hanno partecipato tredici studi, provenienti da tutta Italia. Le proposte testimoniano la diversità delle filosofie progettuali, tra queste il progetto vincitore di Amerigo Restucci, caratterizzato dall’uso di materiali trasparenti, quello arrivato secondo di Michele De Lucchi dominato dall’inserimento del legno, il terzo classificato di Enrico Da Gai e Elisabetta Fabbri che introduce un unico schermo traforato.

Progetti in mostra di Amerigo Restucci | aMDL – Architetto Michele De Lucchi | Enrico Da Gai | Andrea Bruno | Studio Montanari & Partners | Lorenzo Berni | G.T.R. Tortelli Frassoni Architetti Associati | Italo Rota | Antonio Citterio Patricia Viel and Partners | Paolo Rocchi | Gnosis Architettura | Feiffer e Raimondi Architetti | Eugenio Vassallo

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YAP MAXXI 2014 http://www.fondazionemaxxi.it/2013/12/30/yap-maxxi-2014/ http://www.fondazionemaxxi.it/2013/12/30/yap-maxxi-2014/#comments Mon, 30 Dec 2013 14:36:58 +0000 PC http://www.fondazionemaxxi.it/?p=35132

  • 26 giugno - 21 settembre 2014 
    Corner D e Spazio YAP

    YAP MAXXI è il programma di promozione e sostegno alla giovane architettura organizzato dal MAXXI in collaborazione con il MoMA/MoMA PS1 di New York, Constructo di Santiago del Cile, Istanbul Modern in Turchia e per la prima volta MMCA National Museum of Modern and Contemporary Art di Seoul in Corea.
    Ogni anno uno studio di architettura emergente progetta un’installazione capace di offrire ai visitatori uno spazio per intrattenersi con gli eventi estivi del museo e un luogo dedicato al relax.

    Una giuria internazionale ha scelto, in una rosa di cinque finalisti, il progetto vincitore di YAP MAXXI 2014, giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Si tratta dell’installazione dello studio romano orizzontale: una parete di 8 metri e mezzo, un teatro portatile, una macchina per abitare lo spazio pubblico che accompagnerà i visitatori da giugno e per tutto il periodo estivo.

    La mostra, oltre a esporre i modelli dei quattro progetti finalisti dell'edizione italiana, racconta anche l’intero universo di YAP - Young Architects Program 2014 attraverso le immagini dei progetti vincitori e i finalisti di MoMA/ MoMA PS1, MMCA e Constructo accompagnate dalle testimonianze dei rispettivi organizzatori e curatori, in modo da poter confrontare i diversi approcci al tema dai quattro angoli del mondo. 

    8½, il progetto vincitore


  • 26 giugno - 21 settembre 2014 
    Corner D e Spazio YAP


    PICNICTOPIA
    PKMN architectures & CICLOSTILE architettura
    Bologna, Italia e Madrid, Spagna
    L’installazione prende il nome dal modulo che lo compone: il tavolo da picnic. Un elemento semplice che evoca spazialità, estate, convivialità. Il tavolo si ripete fino a diventare allo stesso tempo struttura e monumento, spazio vivibile e scenografia. Disseminate tra i tavoli, alcune vasche di dimensioni standardizzate contengono erba, acqua, ripiani calpestabili e ombrelloni, elementi tipici dell'esperienza associata al picnic e necessari a soddisfare il bisogno di ombra, sedute, refrigerio e spazi per il riposo ai visitatori del museo. Durante gli eventi l'installazione diventa un'arena in grado di fornire la scenografia ideale per qualsiasi tipo di spettacolo.


    BE YA!
    B22
    Milano, Italia
    Cinque maschere ispirate alla commedia teatrale italiana, in particolare ai personaggi di Ettore Petrolini, compaiono sulla piazza del MAXXI come rovine di un paesaggio industriale contemporaneo. Realizzati in centine di legno e rivestiti con poliuretano morbido, gli oggetti poggiano su un piano ricoperto di detriti e scarti di materiali da costruzione trattati e ridotti a una grana dalla forte matericità e caratterizzazione cromatica. Le loro diverse dimensioni e inclinazioni suggeriscono usi differenti, a seconda dei vari tipi di pubblico e del momento della giornata: di giorno, le concavità diventano morbide strutture su cui distendersi, sedersi o appoggiarsi, di notte invece gli oggetti illuminati si trasformano in grandi lune cadute sulla piazza e al tempo stesso in scenografie e fondali per gli eventi estivi del museo.


    Aladino
    INOUTarchitettura
    Ferrara, Italia
    Un tappeto volante formato da palloni a elio e ad aria fredda si distribuisce sulla Piazza diventando oggetto, spazio e landmark. Distinguendosi per sezione e altezza, i singoli “pixel” dell’installazione costituiscono una topografia che riesce a creare a terra luoghi di relax e di gioco e a diventare schermo ombreggiante e segnale nei suoi punti più alti. Sparse tra le sfere fluttuanti, alcune strisce d’acqua moltiplicano la trama e la riflettono, offrendo refrigerio ai visitatori. Una di queste lamine d’acqua si trasforma in materiale solido e riflettente, strutturando lo spazio per il palco e trasformando l’intera istallazione in un irrequieto fondale scenico. Di notte i palloni si illuminano trasformando l’istallazione in una superficie luminosa, una scenografia che può tingersi di colori differenti diventando essa stessa occasione di intrattenimento. 


    Good News
    Matilde Cassani
    Milano, Italia
    L’installazione ha un doppio fronte, uno interno e uno esterno, generato da una cornice che delimita le due dimensioni. Sulla gradinata della piazza una sottile tenda colorata, simile a quella del circo, offre ai visitatori uno spazio coperto confortevole e allegro. Lo spazio ombreggiato ospita un palco per gli eventi e un’area di sosta, di gioco e di refrigerio, grazie anche alla presenza dei giochi d’acqua. Al di là della cornice, la grande scritta luminosa si rivolge al visitatore che entra nella Piazza e sovrasta la scena come un grande cartellone pubblicitario. Good News diventa segnale iconico e messaggio inaspettato che sovverte le aspettative del visitatore: se lo spazio pubblico è generalmente costellato di divieti e segnaletiche allarmanti, in questo caso lo spettatore è accolto da un messaggio positivo e incoraggiante.


  • 26 giugno - 21 settembre 2014 
    Corner D e Spazio YAP

    è un teatro portatile, una macchina per abitare lo spazio pubblico, ideato e realizzato dallo studio romano orizzontale.
    È una riflessione sul passaggio che trasforma lo spazio pubblico da sfondo di incontri privati e momenti individuali a scena di avvenimenti pubblici e rappresentazioni collettive.

    L'installazione si compone di due elementi complementari:  una parete di legno attraversabile alta otto metri e mezzo, una “soglia” che riorganizza lo spazio aperto del museo.  La parete è interamente rivestita su un lato da sfere di plastica ricavate dal riciclo dei contenitori della birra artigianale che per le occasioni serali diventano luci scenografiche.
    Inoltre  sono presenti sedute e giochi d’acqua nello spazio della piattaforma del palco e dell’arena coperta
    Questa parte dell'installazione è teatro, luogo destinato ad eventi pubblici e spettacoli, e piazza, dispositivo architettonico per l’uso quotidiano dello spazio comune. Infine gli effetti d’ombra proiettati dalla copertura consentono di avere zone ombreggiate e zone al sole durante tutti i mesi estivi. 

    un'immagine di 8½

    L’installazione, progettata per lo spazio particolare della piazza del MAXXI, è pensata per essere smontata e trasportata con facilità, ricomponendosi in nuove configurazioni e adattandosi a nuovi siti con flessibilità e intelligenza. 

    orizzontale (Jacopo Ammendola, Giuseppe Grant, Juan Lopez Cano – Cardeña, Margherita Manfra, Nasrin Mohiti Asli, Roberto Pantaleoni, Stefano Ragazzo) è un collettivo di architetti che conduce una ricerca operativa sui processi di riattivazione degli scarti urbani. A partire dall’intercettazione di luoghi, idee e materiali espulsi dal ciclo produttivo della città, orizzontale attiva processi collaborativi per mezzo di interventi temporanei e architetture minime autocostruite, durante i quali i residui materiali e immateriali si restituiscono mutualmente senso. 


  • 26 giugno - 21 settembre 2014
    Corner D e Spazio YAP

    L'installazione accoglie gli appuntamenti, tutti a ingresso libero, di PLAY WITH YAP il programma estivo che anima con musica, eventi, incontri dedicati al design, all’architettura, alla moda, alla poesia, la piazza del museo, fino alla fine di settembre.


    giovedì 26 giugno, ore 20.00
    INAUGURAZIONE YAP MAXXI (Dj-set e Vj-set)
    sabato 28 giugno, ore 20.30
    Cabaret Contemporain


    da martedì 1 luglio a venerdì 10 ottobre, ore 20.00
    XXI Secolo. Rassegna di film


    da mercoledì 2 luglio a mercoledì 16 luglio - ore 20.00
    Milano Design Film Festival. Esempi di peso
    giovedì 3 luglio, ore 20.00
    Cose turche - Architetture a Istanbul 
    da martedì 16 settembre a martedì 7 ottobre, ore 20.00
    Mobile Architecture
    mercoledì 24 settembre, ore 20.00
    Haunted houses - Case raccontate in 10 video alla ricerca dello spirito dell’architettura
    mercoledì 1 ottobre, ore 20.00
    Public Symphonies. Esercizi di spazio pubblico in 10 video di architettura


    da giovedì 10 luglio a giovedì 9 ottobre, ore 19.00
    Nel baule - Ricordi e autobiografie


    da mercoledì 23 luglio a venerdì 27 settembre, ore 19.00
    Le rose del Parnaso - Kermesse poetica


    venerdì 18 luglio, ore 21.00
    Magnitudo Emilia
    mercoledì 10 e giovedì 11 settembre, ore 21.00
    Louise Bourgeois. Falli, ragni e ghigliottine 
    venerdì 12, 19, 26 settembre e venerdì 3 ottobre, ore 20.00
    Ad occhi chiusi
    domenica 21 settembre, ore 21.00
    Le rovine di Adriano


    sabato 20 settembre, ore 20.00
    Urban Art Festival 2014 
    mercoledì 26 settembre, ore 11.00
    U FEEL! (Universities For Energy Efficiency and Lighting)
    sabato 11 ottobre
    Closing Party

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Gaetano Pesce. Il tempo della diversità http://www.fondazionemaxxi.it/2013/12/30/gaetano-pesce/ http://www.fondazionemaxxi.it/2013/12/30/gaetano-pesce/#comments Mon, 30 Dec 2013 14:23:41 +0000 PC http://www.fondazionemaxxi.it/?p=35020
26 giugno – 5 ottobre 2014
Galleria 1 e Piazza del MAXXI
a cura di Gianni Mercurio e Domitilla Dardi

Per tutta la vita ha teorizzato la diversità, la casualità, l’abbattimento delle barriere tra discipline, la libertà dal conformismo e dalla prevedibilità, ha progettato oggetti ispirati alle persone che rispecchiano l’imprevedibilità della vita, elogiando il difetto e l’errore: è Gaetano Pesce architetto, designer, artista di fama internazionale.

La diversità, la casualità,
l’abbattimento delle barriere tra discipline,
la libertà dal conformismo e dalla prevedibilità,
il difetto e l’errore

Il tema della diversità, sotteso a tutta l’esposizione, si esprime negli spazi del museo attraverso un allestimento in divenire: 40 pannelli mobili con disegni, bozzetti, schizzi, modelli originali e oggetti in scala al vero, sottolineano l’aspetto ideativo e concettuale dei progetti, in un itinerario che rende il visitatore protagonista, coinvolgendolo nella scelta di sette percorsi tematici che guidano nella storia della produzione di Gaetano Pesce dagli anni Sessanta ad oggi: Non standard, Persona, Luogo, Difetto, Paesaggio, Corpo, Politica.

Dalla foresta dei pannelli semoventi, simile a un labirinto, si arriva in uno spazio di più ampio respiro in cui è protagonista una singola opera: una installazione pensata e realizzata appositamente per il museo, che ha per protagonista il Tempo.

Infine nella piazza la versione gigante della Up 5&6, la poltrona/icona a forma di donna, creata dall’artista nel 1969 per denunciare la condizione femminile.
La grande seduta, nota anche come Donna e anche Mamma, concentra in sé molti dei temi ricorrenti nella produzione dell’autore, come il legame con il corpo e l’aspetto performativo, ma anche monito alla condizione femminile nel mondo.

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NON BASTA RICORDARE. Collezione MAXXI http://www.fondazionemaxxi.it/2013/08/29/maxxi-collezioni-arte-e-architettura/ http://www.fondazionemaxxi.it/2013/08/29/maxxi-collezioni-arte-e-architettura/#comments Thu, 29 Aug 2013 08:42:40 +0000 PC http://www.fondazionemaxxi.it/?p=32525

  • 20 dicembre 2013 – 28 settembre 2014

    Gallerie 2 e 3

    Più di 200 opere di oltre 70 artisti e architetti dalla collezione del MAXXI
    in una mostra che mette in dialogo arte e architettura

    Christian Boltansky, Elisabetta Benassi, Maurizio Cattelan, Alberto Campo Baeza, Teddy Cruz, Giancarlo De Carlo, Gilbert&George, Alfredo Jaar, Ilya ed Emilia kabakov, Paul Mccarthy, Nobuyoshi Araki, Tony Oursler, Adrian Paci, Michelangelo Pistoletto, Gerhard Richter, Aldo Rossi, Doris Salcedo, Carlo Scarpa, Superstudio, Lara Favaretto, Toyo Ito, Vedovamazzei, Kara Walker, Lawrence Wiener, Cino Zucchi e molti altri. Sono solo alcuni degli artisti e architetti protagonisti della grande mostra che il MAXXI dedica alla sua collezione.

    Esponendo insieme le collezioni di arte e architettura, ci proponiamo di mettere in dialogo e far interagire entrambe le discipline, per creare un contesto culturale in cui sia possibile produrre uno scambio innovativo sul significato della creazione contemporanea e della democrazia. Il progetto cerca di aprire ulteriori riflessioni sulla reinvenzione del museo di arte oggi. Partendo dal ricco e sfaccettato insieme delle collezioni sono state sollevate importanti questioni riguardanti il modo di vivere la città e lo spazio pubblico, la storia politica e la realtà, il corpo, l’anima e la spiritualità, come anche il futuro dell’ambiente, temi che rivelano il grande potenziale che le opere della collezione hanno di interessare il pubblico.

    La mostra inoltre evolve nel tempo e si apre all’interazione del pubblico. Le opere d’arte non sono state allestite solo per entrare criticamente in dialogo con un preciso contesto architettonico; ma, cosa più importante, esse innescano ulteriori azioni tra cui la ricerca, il coinvolgimento della collettività e il suo ampliamento, attraverso diversi modi di supportare l’istituzione con passione civica e partecipazione.

    Hou Hanru

    La mostra si articola e si anima intorno a parole e temi universali, che appartengono alla vita di ciascuno di noi: città e ambiente, gioia e dolore, politica e ideologia, fisicità e intimità, teatro e performance. I lavori sono stati scelti rispondendo a queste suggestioni, senza tuttavia voler realizzare sezioni chiuse, lasciando lo spettatore libero nelle sue interpretazioni.
    Sulle pareti delle sale, i temi affrontati dalla mostra verranno sottolineati da titoli poetici: La stanza del genio, Il teatro del mondo, La città tra ordine e caos, Il corpo in azione, Miracoli di infrastrutture, Oltre la prigione, Il paese dei sogni, La verità a giudizio, Co-abitare e Alla fine la luce; questi titoli incoraggeranno gli spettatori ad interpretare le opere esposte con libertà e immaginazione.



    ROSA BARBA
    THE MUTE VERACITY OF MATTER II
    Dall'11 aprile 2014 in mostra i lavori dell'artista Rosa Barba a cui il museo dedica un progetto speciale in occasione della donazione da parte dell'artista dell'opera Time Machine
    >> Leggi tutto


  • 20 dicembre 2013 – 28 settembre 2014

    Gallerie 2 e 3

    La città e lo spazio pubblico sono raccontati da opere come Faradayurt (2001) la tenda di tessuto di rame di Jana Sterbak che accoglie i visitatori nella piazza del museo insieme a Cultural Traffic (2010) di Teddy Cruz, struttura realizzata con i coni delle segnalazioni stradali. All’interno, le Cartoline postali (2009) di Yona Friedman, la vertigine del Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi (2004) fotografato da Olivo Barbieri, gli espressivi lavori di Ed Ruscha o Stadbild SA (219/1) di Gerard Richter. In mostra anche oltre 100 progetti presentati per YAP MAXXI, il programma a sostegno dei giovani progettisti realizzato con il MoMA di New York, raccontati in una video installazione di 10 schermi nella hall del museo.

    Olivo Barbieri, Palazzetto dello Sport di P.L. Nervi, 2004 Gerhard Richter, Stadtbild SA (219/1), 1969


  • 20 dicembre 2013 – 28 settembre 2014

    Gallerie 2 e 3

    Teatro e messa in scena sono altri due cardini attorno a cui ruotano lavori di grande impatto come Where is our place? (2003) di Ilya ed Emilia Kabakov, Bronzefrau n.10 (2002) di Thomas Shutte, l’irriverente A piedi pari (2006) di Lara Favaretto, accanto a cui sono esposti bellissimi progetti di teatri di Aldo Rossi, Carlo Scarpa, Maurizio Sacripanti e Vittorio De Feo. Ilya e Emilia Kabakov, Where is our place?, 2003 Aldo Rossi, Teatro Carlo Felice di Genova, 1983-1984


  • 20 dicembre 2013 – 28 settembre 2014

    Gallerie 2 e 3

    Parlano del corpo e della performace i progetti di Sergio Musmeci sulle strutture in trazione, la serie di fotografie del Living Theatre (1947-2000), il lavoro di Cino Zucchi Nel corpo della città (2010), il Saloon Photographs (1995-96) di Paul McCarthy e le fotografie di Nan Goldin o Piggyback (1997) dei fratelli Chapman.

    Living Theatre, Fotografie dall’archivio del Living Theatre, 1947-2000 Cino Zucchi, Nel corpo della città, 2010


  • 20 dicembre 2013 – 28 settembre 2014

    Gallerie 2 e 3

    Politica, realtà, idee e ideologie sono rappresentate tra le altre da opere come la grande installazione The Emancipation Approximation (1999) di Kara Walker, esposta per la prima volta negli spazi del MAXXI, o i significativi disegni e fotografie di Corviale di Mario Fiorentino anche questi in mostra per la prima volta, a cui il gruppo degli Stalker ha dedicato un lavoro incentrato sul racconto della struttura fatto da chi la abita. A questi si affiancano i progetti del Foro Mussolini (1929) dipinti da Enrico Del Debbio e altri decisamente politici come le riflessioni radicali di Superstudio, le emozionanti fotografie di Palermo (2003) di Letizia Battaglia o il pasoliniano Alfa GT veloce (2007) di Elisabetta Benassi.

    Elisabetta Bensassi, Alfa Romeo GT Veloce, 1975-2007 Mario Fiorentino, Complesso residenziale IACP a Corviale, Roma, 1972-1981


  • 20 dicembre 2013 – 28 settembre 2014

    Gallerie 2 e 3

    Raccontano dolore e speranza le opere Plegaria Muda (2012) di Doris Salcedo, Infinitive Cell (2004) di Alfredo Jaar ispirato ad Antonio Gramsci o Veronika (1995) di Christian Boltansky, mentre attorno all’idea di anima e di spiritualità si collegano lavori più intimi come i taccuini di Aldo Rossi, i disegni di Francis Alÿs, gli schizzi di Carlo Scarpa sui pacchetti di sigarette.

    Doris Salcedo, Plegaria Muda, 2008-2010 Alfredo Jaar, Infinite Cell, 2004


  • 20 dicembre 2013 – 28 settembre 2014

    Gallerie 2 e 3

    La mostra è arricchita da un programma di laboratori didattici, incontri e performance che, fino a settembre 2014, animerà l’esposizione.

    TALK OF THE TOWN Serie di incontri sui temi della memoria, della narrazione e della messinscena, collegati ad alcune opere della collezione e tenuti da artisti, critici e docenti universitari, affiancati da psicanalisti e figure della cultura contemporanea quali scrittori, giornalisti e scienziati ma anche da esponenti del pubblico del museo e delle comunità di riferimento, invitati a farsi interpreti e narratori della propria personale esperienza.

    SITE TRIPS Itinerari tematici per scoprire collegamenti inediti tra le collezioni e luoghi romani come il Planetario, il cimitero acattolico e il Teatro dell’Opera. Dopo la visita al museo, il tour prosegue in città, non dopo una pausa per il brunch, un’occasione per scambiare idee e opinioni.

    THE MOBILE MUSEUM Per dare la possibilità a più persone di fruire delle proprie collezioni, il museo esce dal suo contenitore architettonico e le raggiunge nei luoghi della quotidianità, esponendo le sue opere in spazi pubblici e frequentati: dalle scuole ai ministeri, alle sedi di grandi aziende.

    NARRAZIONI DA MUSEO A MUSEO Testimonianze davanti a un’opera delle collezioni di docenti, professionisti e persone che hanno partecipato ad attività del Dipartimento educazione. In un’atmosfera informale, segue un approfondimento su testi selezionati. La settimana seguente l’incontro prosegue in una delle sedi delle istituzioni coinvolte, tra le quali: il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, l’Istituto Nazionale per la Grafica e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

    PERFORMANCE Ciclo di performance di artisti le cui opere sono in collezione. La performance è una riattivazione dell’oggetto per trasformarlo in esperienza e dare al pubblico ogni volta una percezione nuova e diversa dell’opera.

    IL MUSEO TRA I BANCHI DI SCUOLA Laboratorio per la scuola primaria e secondaria. Partendo dalla visita al museo, ogni classe “adotta” un’installazione della collezione e dopo averla approfondita la ricrea nella propria scuola: in classe, nel parcheggio, o all’ingresso, sono lo spazio e chi vi interagisce a comporre l’opera di cui i ragazzi sono i creatori e i protagonisti quotidiani.

    STORIE E CONTROSTORIE. COME LE IMMAGINI RACCONTANO I FATTI Visita-esplorazione per la scuola secondaria. I ragazzi scoprono il potere delle immagini nel raccontare storie diverse e, adottando di volta in volta lo sguardo dell’artista, scoprono come l’arte trasformi ciò che accade in un dato luogo e in un preciso momento in un messaggio universale.

    MAXXIzOOm Schede didattiche su artisti e opere delle collezioni permanenti scaricabili gratuitamente dal sito. Per studenti e insegnanti che vogliono costruire autonomamente la propria visita o per chi vuole solo saperne di più.



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ALESSANDRO ANSELMI. Figure e frammenti http://www.fondazionemaxxi.it/2013/08/29/alessandro-anselmi-dalle-collezione-del-maxxi-architettura/ http://www.fondazionemaxxi.it/2013/08/29/alessandro-anselmi-dalle-collezione-del-maxxi-architettura/#comments Wed, 28 Aug 2013 22:53:39 +0000 PC http://www.fondazionemaxxi.it/?p=32522
6 dicembre 2013 – 16 marzo 2014 prorogata fino al 6 aprile
a cura di Valentino Anselmi e Valerio Palmieri
Sala Studio Centro Archivi

In mostra oltre 100 disegni, modelli, acquarelli dei progetti presenti nella collezione del MAXXI Architettura, generosamente donati dall’architetto, che raccontano il suo lavoro dagli anni Sessanta al 2002.

Cinque sono gli ambiti tematici che guidano il pubblico in un percorso espositivo nel quale la dimensione del progetto continuamente sconfina in quella personale dell’architetto: Il sogno dell’architettura, Geometrie della memoria, Figure del moderno, Recinti e frammenti, Nature geometrizzate.
Tra i progetti esposti, il cimitero di Parabita in Puglia del 1967, l’Archivio di Stato di Firenze (1972) e, per Roma, la sistemazione di Piazza dei Navigatori (2000), l’edificio polifunzionale del Parco Tecnologico Industriale Tiburtino (2002) e quello presso la Stazione di San Pietro (2002).

La mostra mette in luce la figura di un architetto per certi versi radicale, pienamente inserito nelle dinamiche del dibattito contemporaneo ma anche, per il suo sguardo attento alla storia, fortemente sensibile alle logiche e ai suggerimenti del luogo e del contesto, con un’attenzione peculiare alla tradizione romana. Un lato intimo, quasi onirico, dal quale affiora una riflessione sull’architettura e sulle sue forme intessuta di suggestioni metafisiche.

La mostra, ospitata all’interno del Centro Archivi Architettura, è visitabile nei seguenti giorni e orari:
martedì, mercoledì, giovedì ore 16.00-19.00
venerdì e domenica 11.00-19.00
sabato 11.00-22.00

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