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	<title>MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo &#187; Architetti</title>
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		<title>De Lucchi, Michele</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 12:06:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Michele De Lucchi è nato nel 1951 a Ferrara e si è laureato in architettura a Firenze. Negli anni dell&#8217;architettura radicale e sperimentale è stato tra i protagonisti di movimenti come Cavart, Alchimia e Memphis. Ha disegnato lampade ed elementi d&#8217;arredo per le più conosciute aziende italiane ed europee. E&#8217; stato responsabile del Design Olivetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Michele De Lucchi</strong> è nato nel 1951 a Ferrara e si è laureato in architettura a Firenze. Negli anni dell&#8217;architettura radicale e sperimentale è stato tra i protagonisti di movimenti come Cavart, Alchimia e Memphis. Ha disegnato lampade ed elementi d&#8217;arredo per le più conosciute aziende italiane ed europee. E&#8217; stato responsabile del Design Olivetti dal 1988 al 2002, ha sviluppato progetti sperimentali per Compaq Computers, Philips, Siemens, Vitra e ha elaborato varie teorie personali sull&#8217;evoluzione dell’ufficio.<br />
Ha progettato e ristrutturato edifici in Giappone per NTT, in Germania per Deutsche Bank, in Svizzera per Novartis e in Italia per Enel, Olivetti, Piaggio, Poste Italiane, Telecom Italia. Dal 1999 è stato incaricato della riqualificazione di alcune Centrali elettriche di Enel. Per Deutsche Bank, Deutsche Bundesbahn, Enel, Poste Italiane, Telecom Italia, Hera, Intesa Sanpaolo e altri Istituti italiani ed esteri ha collaborato all’evoluzione dell’immagine introducendo innovazione tecnica ed estetica negli ambienti di lavoro.<br />
Ha curato molti allestimenti di mostre d&#8217;arte e design e progettato edifici per musei come la Triennale di Milano, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Neues Museum di Berlino, la Fondazione Cini a Venezia e la Gallerie d’Italia &#8211; Piazza Scala a Milano. Negli ultimi anni ha sviluppato numerosi progetti di architettura per committenze private e pubbliche in Georgia, come il Ministero degli Affari Interni e il Ponte della Pace a Tbilisi, inaugurati di recente.<br />
Il lavoro professionale è stato sempre accompagnato dalla ricerca personale sui temi del progetto, della tecnologia e dell&#8217;artigianato. Nel 1990 ha creato Produzione Privata, una piccola impresa nel cui ambito Michele De Lucchi disegna prodotti che vengono realizzati impiegando tecniche e mestieri artigianali. Dal 2004 scolpisce “casette” in legno con la motosega per cercare l’essenzialità della forma architettonica.</p>
<p><img src="http://www.fondazionemaxxi.it/wp-content/uploads/2013/02/pleyel-et-michele-de-lucchi-au-dela-du-piano-8-970xh.jpg" alt="" title="pleyel-et-michele-de-lucchi-au-dela-du-piano-8-970xh" width="550" height="733" class="alignnone size-full wp-image-28142" /></p>
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		<title>Alessandro Anselmi</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 14:13:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Nato nel 1934 a Roma, città in cui si laureò in architettura nel 1963, Alessandro Anselmi è stato membro fondatore dello studio G.R.A.U. (Gruppo Romano Architetti Urbanisti) un collettivo che, ispirandosi alla lezione di Louis I. Kahn, mirava al superamento dei dettami del Movimento Moderno e al rinnovamento della disciplina, contrapponendosi all’accademica deriva dell’architettura moderna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionemaxxi.it/wp-content/uploads/2013/01/Anselmi-Foto1.jpg"><img src="http://www.fondazionemaxxi.it/wp-content/uploads/2013/01/Anselmi-Foto1.jpg" alt="" title="Anselmi (Foto)" width="550" height="234" class="alignnone size-full wp-image-27702" /></a></p>
<p>Nato nel 1934 a Roma, città in cui si laureò in architettura nel 1963, Alessandro Anselmi è stato membro fondatore dello studio G.R.A.U. (Gruppo Romano Architetti Urbanisti) un collettivo che, ispirandosi alla lezione di Louis I. Kahn, mirava al superamento dei dettami del Movimento Moderno e al rinnovamento della disciplina, contrapponendosi all’accademica deriva dell’architettura moderna e affermando la centralità dell’approccio artistico al progetto.<br />
Sviluppati in seno al G.R.A.U., i primi lavori di Anselmi hanno indagato i temi dell’articolazione geometrica; di questo periodo si ricordano, tra gli altri: il Concorso dei nuovi Uffici della Camera dei Deputati (1967) e, dello stesso anno, il progetto del Cimitero di Parabita, prima importante realizzazione dell’architetto.<br />
Sempre con il G.R.A.U., nel decennio successivo elabora il progetto di Concorso per il nuovo Archivio di Stato di Firenze e quello per il Mercato dei Fiori di Sanremo; quest’ultimo, indagando criticamente il rapporto tra architettura e luogo, anticiperà uno dei temi dominanti della produzione di Anselmi. Pur amando la storia, infatti, l’architetto romano ha sempre difeso il diritto dell’architettura a esprimersi attraverso un linguaggio contemporaneo capace di confrontarsi con il passato per individuare l’espressione progettuale futura.<br />
Negli anni Ottanta, il lavoro di Anselmi si è concentrato sul carattere moderno dell’immagine: sono di questo periodo i progetti per il Concorso della Casa della Cultura a Chambéry-le-Haut, in Francia, e quello per le abitazioni temporanee nel quartiere Testaccio a Roma. È tuttavia con la dirompente sistemazione urbana degli edifici comunali di Rezé-les-Nantes che Anselmi si è confermato tra i più originali progettisti italiani, iniziando a ricevere ulteriori incarichi oltralpe, come quello per la ristrutturazione della piazza del mercato e per il nuovo terminal della metropolitana a Sotteville-les-Rouen.<br />
Storia, contesto e l’immagine contemporanea hanno caratterizzato la sua produzione architettonica più recente: basti ricordare la Facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università di Reggio Calabria (1987), il Nuovo Municipio di Fiumicino nei pressi di Roma (1997), i progetti del Polo Tecnologico Industriale Tiburtino e dell’edificio polifunzionale presso la stazione di San Pietro, sempre a Roma, città in cui è stato inoltre più di recente completato il centro parrocchiale San Pio da Pietrelcina.<br />
All’attività professionale, Alessandro Anselmi ha affiancato quella di docente presso le facoltà di architettura di Reggio Calabria e RomaTre, ed è stato più volte visiting professor presso scuole d’architettura francesi e svizzere. Accademico Nazionale dell’Accademia di San Luca, nel 1999 ha ricevuto il Premio Presidente della Repubblica per l’Architettura. </p>
<div class="tipo_2">
<ul>
PER APPROFONDIRE</p>
<li><a title="Intervista ad Alessandro Anselmi a cura di Margherita Guccione" href="http://www.fondazionemaxxi.it/sezioni_web/interviste/ANSELMI.htm"><strong>Intervista ad Alessandro Anselmi a cura di Margherita Guccione</strong></a></li>
<li><a title="Fondo Anselmi" href="http://maxxisearch.fondazionemaxxi.it/maxxi/collezionixx/XXI/fondo/IT-MAXXI-AR0001-0000438"><strong>Fondo Alessandro Anselmi &#8211; Collezione MAXXI Architettura</strong></a></li>
</ul>
</div>
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		<title>Waldheim, Charles</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 14:35:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Charles Waldheim è titolare di Urban Agency, uno studio di consulenza multidisciplinare per la progettazione e l’urbanistica contemporanea.
Direttore del Department of Landscape Architecture della Graduate School of Design alla Harvard University è docente di Landscape Architecture presso la stessa università. La sua ricerca è incentrata sulle relazioni tra paesaggio e urbanistica contemporanea. Waldheim ha coniato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Charles Waldheim è titolare di Urban Agency, uno studio di consulenza multidisciplinare per la progettazione e l’urbanistica contemporanea.<br />
Direttore del Department of Landscape Architecture della Graduate School of Design alla Harvard University è docente di Landscape Architecture presso la stessa università. La sua ricerca è incentrata sulle relazioni tra paesaggio e urbanistica contemporanea. Waldheim ha coniato il termine “landscape urbanism” per descrivere il recente ruolo del paesaggio come mezzo per riportare l’ordine urbano nella città contemporanea. Ha insegnato e tenuto conferenze sull’urbanistica contemporanea in Nord America, Europa, Australia e Asia.<br />
I suoi testi sono apparsi sulle riviste <em>Landscape Journal</em>, <em>Topos</em>, <em>Log, Praxis</em>, <em>306090, Canadian Architect</em>, e <em>Landscape Architecture Magazine</em>.  È inoltre autore dei libri <em>Constructed Ground</em> (2001); <em>Stalking Detroit</em> (2001); <em>CASE: Lafayette Park Detroit</em> (2004); <em>Architecture and Urbanism: Histories, Revisions, Alternatives</em> (2005) e <em>The Landscape Urbanism Reader </em>(2006). Attualmente sta scrivendo <em>Chicago O’Hare: A Natural and Cultural History</em>, la storia dello scalo aeroportuale della metropoli statunitense.</p>
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		<title>Viganò, Paola</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 14:33:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Paola Viganò, architetto e urbanista, è professore associato presso lo IUAV di Venezia.
Visiting Professor in numerose scuole d’architettura d’Europa , tra cui KU Leuven (Belgio),  EPFL Lausanne (Svizzera) e Aarhus (Danimarca), partecipa al Dottorato in Urbanistica dello IUAV e al programma European Masters of Urbanism programme (EMU).
Insieme a Bernardo Secchi, nel 1990 ha fondato lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paola Viganò, architetto e urbanista, è professore associato presso lo IUAV di Venezia.<br />
Visiting Professor in numerose scuole d’architettura d’Europa , tra cui KU Leuven (Belgio),  EPFL Lausanne (Svizzera) e Aarhus (Danimarca), partecipa al Dottorato in Urbanistica dello IUAV e al programma European Masters of Urbanism programme (EMU).<br />
Insieme a Bernardo Secchi, nel 1990 ha fondato lo studio Secchi – Viganò, vincitore di numerosi concorsi internazionali e selezionato nel 2008 per collaborare al progetto Gran Paris.<br />
Tra le sue principali pubblicazioni figurano: <em>La città elementare</em> (1999), <em>Territori della nuova modernità/Territories of a new modernity</em> (2001) e <em>Antwerp: Territory of a New Modernity</em> (2009).</p>
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		<title>Tjallingii, Sybrand</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 14:27:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sybrand Tjallingii è un urbanista che ha condotto studi sul ruolo dell’ecologia nel paesaggio e nell’urbanistica. Dal 1975 al 1990 ha insegnato presso la TU Delft e, dal 1990 al 2002, ha collaborato con il centro di ricerca ALTERRA, un dipartimento dell’Università di Wageningen per lo sviluppo di ricerche sulla pianificazione legate al ruolo delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sybrand Tjallingii è un urbanista che ha condotto studi sul ruolo dell’ecologia nel paesaggio e nell’urbanistica. Dal 1975 al 1990 ha insegnato presso la TU Delft e, dal 1990 al 2002, ha collaborato con il centro di ricerca ALTERRA, un dipartimento dell’Università di Wageningen per lo sviluppo di ricerche sulla pianificazione legate al ruolo delle aree verdi nell’urbanistica.<br />
Nel 2002 è tornato alla TU Delft in qualità di professore associato in Progettazione Ambientale e, dopo il pensionamento, è rimasto presso la stessa facoltà in qualità di ricercatore e Guest Lecturer.<br />
Attualmente ricopre incarichi per conto di due diverse istituzioni statali olandesi: Ministry of Spatial Planning (Ministero per la Pianificazione) e Development Agency for Rural Areas (Agenzia per lo Sviluppo delle Aree Rurali).<br />
Dal 2008 al 2011 ha tenuto conferenze presso i corsi dell’EMU – European Masters of Urbanism tenuti allo IUAV di Venezia.</p>
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		<title>Terragni, Elisabetta</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 14:25:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Elisabetta Terragni dal 2001 è titolare dello Studio Terragni Architetti, specializzato nella progettazione di residenze, edifici scolastici e allestimenti museali. Più di recente, lo studio si è occupato della trasformazione di due tunnel abbandonati a Trento e sta sperimentando soluzioni per altri siti.
Già assistente al Politecnico Federale di Zurigo, ha vissuto due anni a Montreal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Elisabetta Terragni dal 2001 è titolare dello Studio Terragni Architetti, specializzato nella progettazione di residenze, edifici scolastici e allestimenti museali. Più di recente, lo studio si è occupato della trasformazione di due tunnel abbandonati a Trento e sta sperimentando soluzioni per altri siti.<br />
Già assistente al Politecnico Federale di Zurigo, ha vissuto due anni a Montreal e, dopo il ritorno, ha insegnato museografia al Politecnico di Milano. Nel 2005 è stata Distinguished Visiting Professor al New York Institute of Technology ed è attualmente Associate Professor alla City University of New York. Dirige anche corsi di progettazione e tiene seminari in Germania, Svizzera e in Italia.</p>
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		<title>Secchi, Bernardo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 14:23:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bernardo Secchi dal 1965 è docente di Economia del Territorio, prima presso la Facoltà di Economia di Ancona e, successivamente, presso lo IUAV di Venezia. A partire dal 1986 ha anche insegnato presso l’Ecole d&#8217;Architecture de Genève. Ha progettato quartieri di edilizia pubblica tra cui il Piano per l&#8217;Edilizia Economica e Popolare di Vicenza, sviluppato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bernardo Secchi dal 1965 è docente di Economia del Territorio, prima presso la Facoltà di Economia di Ancona e, successivamente, presso lo IUAV di Venezia. A partire dal 1986 ha anche insegnato presso l’Ecole d&#8217;Architecture de Genève. Ha progettato quartieri di edilizia pubblica tra cui il Piano per l&#8217;Edilizia Economica e Popolare di Vicenza, sviluppato lo studio per il recupero dell&#8217;area industriale Sécheron a Ginevra (1989) e quello per il piano di Rovereto (1992). Ha inoltre elaborato il piano di ristrutturazione di un piccolo centro vicino a Prato (1988-1992) e progettato un parcheggio-parco nella zona di Porta Torricella ad Ascoli Piceno.<br />
Con Paola Viganò nel 1990 ha fondato lo studio Secchi – Viganò.<br />
Autore di numerose pubblicazioni, tra i suoi libri più recenti si ricordano <em>Un progetto per Siena: Il concorso per Piazza Matteotti – La Lizza</em> (1992); <em>Tre piani. La Spezia, Ascoli, Bergamo</em> (1995); <em>I territori abbandonati</em> (1995); <em>Un progetto per l’urbanistica </em>(1997); <em>Prima lezione di urbanistica </em>(2000); <em>La città nel ventesimo secolo</em> (2005).</p>
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		<title>Marini, Sara</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 14:22:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sara Marini, architetto e dottore di ricerca, nel 2008 ha vinto la borsa di ricerca internazionale “Research in Paris”. Ha insegnato presso la Facoltà di Architettura di Trieste, la Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno e lo IUAV di Venezia dove dal 2010 è ricercatrice in Composizione Architettonica e urbana.
Ha pubblicato i volumi New York. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sara Marini, architetto e dottore di ricerca, nel 2008 ha vinto la borsa di ricerca internazionale “Research in Paris”. Ha insegnato presso la Facoltà di Architettura di Trieste, la Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno e lo IUAV di Venezia dove dal 2010 è ricercatrice in Composizione Architettonica e urbana.<br />
Ha pubblicato i volumi <em>New York. The Unstable Sameness</em>, AAP (2008); <em>Architettura parassita. Strategie di riciclaggio della città</em> (2009); <em>Il palinsesto paesaggio e la cultura progettuale</em> (con Cristina Barbiani), 2010; <em>Vuoto attivo</em> (2010) e <em>Nuove terre. Architetture e paesaggi dello scarto</em> (2011).</p>
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		<title>Lavin, Sylvia</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 14:20:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sylvia Lavin è Direttore del Dipartimento di Architettura della UCLA, università presso la quale è anche docente di Teoria e Storia dell’Architettura e dove, dal 1996 al 2006, è stata Direttore del Dipartimento di Architettura e Progettazione Urbana. È spesso ospite della Graduate School of Design dell’Università a Harvard ed è stata Visiting Professor  di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sylvia Lavin è Direttore del Dipartimento di Architettura della UCLA, università presso la quale è anche docente di Teoria e Storia dell’Architettura e dove, dal 1996 al 2006, è stata Direttore del Dipartimento di Architettura e Progettazione Urbana. È spesso ospite della Graduate School of Design dell’Università a Harvard ed è stata Visiting Professor  di Teoria dell’Architettura alla Scuola di Architettura di Princeton.<br />
Figura di spicco del dibattito contemporaneo, Sylvia Lavin è inoltre nota per le sue ricerche e il contributo critico all’architettura e al design contemporanei nonché per la curatela di mostre dedicate alla cultura della progettazione di fine Anni Sessanta.<br />
Tra i suoi libri si ricordano: <em>Quatremere de Quincy and the Invention of a Modern Language of Architecture </em>(1992); <em>Form Follows Libido: Architecture and Richard Neutra in a Psychoanalytic Culture</em> (2005);<em> Crib Sheets: Notes on the Contemporary Architectural Conversation</em> (2005) una raccolta di testi polemici da lei curata; <em>The Flash in the Pan and Other Forms of Architectural Contemporaneity</em> (2009) e <em>Architecture Kissing</em> (2011).</p>
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		<title>Corbellini, Giovanni</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 14:17:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giovanni Corbellini è architetto e critico di architettura che ha insegnato alla Facoltà di Architettura di Ferrara ed è oggi docente presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Trieste.
Autore di numerosi articoli sull’urbanistica e l’architettura contemporanea, dal 2003 contribuisce regolarmente alla rivista online Arch-it.
Suoi i libri Piccoli progetti (1990, con Francesco Tentori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni Corbellini è architetto e critico di architettura che ha insegnato alla Facoltà di Architettura di Ferrara ed è oggi docente presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Trieste.<br />
Autore di numerosi articoli sull’urbanistica e l’architettura contemporanea, dal 2003 contribuisce regolarmente alla rivista online Arch-it.<br />
Suoi i libri <em>Piccoli progetti</em> (1990, con Francesco Tentori e Giancarlo Carnevale); <em>Uniformità e variazione. Lo spazio urbano nei quartieri contemporanei</em> (1990); <em>1984-1998 Una linea di ricerca Iuav</em> (1999, con Francesco Tentori);<em> </em><em>Grande e veloce. Strumenti compositivi nei contesti contemporanei</em> (2000); <em>Architettura in montagna. Gino Valle in Carnia</em> (2005, con Alessandro Rocca, a cura di Elena Carlini); <em>Ex libris. 16 parole chiave dell’architettura contemporanea</em> (2007); <em>Bioreboot. L’architettura di R&amp;Sie<sup>(n)</sup></em> (2010) e <em>Le pillole del dott. Corbellini. Consigli agli studenti di architettura</em> (2010).</p>
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