30 aprile 2015 - 20 settembre 2015

Good Luck. Lara Favaretto

Galleria 4

L’esperienza della visita di Good Luck
è il risultato di un intreccio percettivo tra lo spazio,
la materia, il tempo, le storie vissute o rievocate,
in un viaggio mentale e sensoriale
che lascerà il suo segno.

Anna Mattirolo

Con Good Luck, di Lara Favaretto, il MAXXI continua il suo impegno a sostegno dell’eccellenza della creatività artistica italiana.
Dopo dieci anni, da quando la prima opera di Lara Favaretto è entrata nella collezione permanente del Museo, attraverso il Premio per la Giovane Arte – oggi Premio MAXXI -, il Museo dedica un’intera galleria alla sua ultima ricerca, in un momento in cui il lavoro dell’artista è internazionalmente riconosciuto come uno dei più significativi della sua generazione.

Good Luck presenta, riunendoli per la prima volta, diciotto dei venti cenotafi realizzati da Lara Favaretto dal 2010 fino a oggi.
Il cenotafio è una tomba vuota, un monumento sepolcrale dal valore altamente simbolico, eretto fin dall’antichità per conservare la memoria di un defunto senza contenerne le spoglie, collocate in altro luogo o mai rinvenute. Ogni cenotafio di Favaretto è dedicato a uno degli “scomparsi”, tema di una ricerca sviluppata dall’artista nel corso degli anni, che l’ha portata a riunire sotto questa definizione comune un gruppo di venti personaggi noti che hanno fatto perdere le proprie tracce, scomparendo in senso reale o metaforico dalla vita pubblica.

Innalzati in loro memoria, i cenotafi di Good Luck sono concepiti come volumi scultorei, diversi nella forma e nella dimensione, composti dalla combinazione di superfici in legno, ottone e terra. Prive di targhe o di iscrizioni che permettano l’identificazione del dedicatario, le sculture rispettano la condizione di anonimato scelta dagli scomparsi.
Nascoste nei volumi, o poste accanto ad essi, sempre immerse o a contatto con la terra, vi sono scatole di metallo, che custodiscono alcuni oggetti appartenuti o dedicati agli scomparsi. Esse sostituiscono idealmente le loro spoglie e costituiscono il fulcro dei cenotafi; chiuse ermeticamente e saldate, impossibili da aprire, le scatole continuano l’atto di sottrazione cominciato dagli scomparsi, trasmettendone il senso di mistero.

Riuniti a Roma in occasione di Good Luck, i cenotafi sono pensati per essere dispersi e conservati separatamente. La loro finale dislocazione disegnerà una nuova mappatura, ideale e utopica, dei luoghi destinati alla memoria degli scomparsi. Due volumi assenti dalla mostra – dedicati a Federico Caffè e Grant Thomas Hadwin – hanno già trovato la loro definitiva sistemazione.

I diciotto cenotafi in mostra sono dedicati a:
Jean-Albert Dadas, Percy Fawcett, Amelia Mary Earhart, Arthur Cravan, Robert James “Bobby” Fischer, Donald Crowhurst, Ambrose Gwinnett Bierce, Howard Phillips Lovecraft, Nikola Tesla, Thomas P. “Boston” Corbett, Ettore Majorana, Leslie Conway “Lester” Bangs, Jerome David Salinger, Bruno Manser, Everett Ruess, Bas Jan Ader, László Tóth, Thomas Ruggles Pynchon.

La mostra è stata realizzata con il sostegno della Galleria Franco Noero