2 aprile 2015 - 21 giugno 2015

Gli angeli degli eroi di Flavio Favelli

Hall del MAXXI

In occasione mostra Architettura in uniforme

Il mondo delle guerre rimane immutabile e aleggia sospeso sopra il nostro indaffarato quotidiano

In Italia la fine della guerra, la Liberazione e l’inizio della Repubblica hanno aperto ferite ancora oggi non rimarginate. Le spinte autonomiste, la cronica divisione fra Nord e Sud e la storia antica e differente di molteplici territori minano un’idea di Paese, di Nazione e di Stato che probabilmente non è mai stata solida. L’Italia, a differenza di altri paesi europei, ha un rapporto contraddittorio e sofferto con le sue Forze Armate che sono spesso dimenticate salvo nei momenti tragici dove i media ci informano delle perdite di militari italiani in missione all’estero. L’Esercito è spesso percepito come un ente estraneo e lontano dai cittadini. Le polemiche sulle missioni di pace in Iraq e Afghanistan hanno evidenziato questo distacco divenuto contraddittorio con la strage di Nasiriyya e la vicenda Sgrena-Calipari. Le notizia dei militari caduti all’estero ha dato ai soldati volti di persone normali, spesso giovani, con le loro storie quotidiane e le loro immagini, ritratti indivisa ma anche nella vita civile e quotidiana. Storie di uomini spesso del Meridione, che in tempi che consideriamo nuovi e diversi, muoiono per il Paese.

Il mondo militare è un mondo parallelo coi suoi tempi, luoghi, persone, poteri ed economie.

Il progetto pone lo sguardo sugli uomini che ancora oggi muoiono per il proprio Paese.
Gli Angeli degli Eroi, che ricorda la preghiera dei parenti di Luca Sanna, è una grande lista, un grande e semplice elenco come è tradizione sulle lapidi commemorative, con i nomi dei militari italiani caduti, più di 150, nelle missioni di pace all’estero per la Patria nella storia della Repubblica, dalla prima vittima del 1950 fino al 2013.

Il progetto nasce in collaborazione con Nosadella.due – Independent Residency for Public Art per la città di Bologna.