4 dicembre 2010 - 3 aprile 2011

Premio Italia Arte Contemporanea 2010


Rosa Barba, Rossella Biscotti, Gianluca e Massimiliano De Serio, Piero Golia sono i finalisti della prima edizione del Premio Italia Arte Contemporanea ed è a loro che il MAXXI, fino al 20 marzo 2011, una mostra che raccoglie le installazioni site-specific pensate e prodotte per l’occasione.

“(…) Ne è nata una mostra, o forse sarebbe più corretto chiamarlo percorso, in cui serpeggia come tema quello del confronto dell’opera d’arte con lo spazio architettonico, con i suoi temi, le sue prospettive, i percorsi di senso e di spazio. Un percorso di vertigini” dice Bartolomeo Pietromarchi, curatore della mostra.

I quattro artisti, selezionati da una giuria internazionale, attraversano con le loro opere i linguaggi del cinema, della performance, dell’installazione in una sperimentazione linguistica interdisciplinare che li caratterizza sin dalle premesse come inseriti a pieno titolo nel panorama della ricerca più avanzata dell’arte contemporanea. Sulla base del lavoro prodotto, il 3 dicembre 2010 la Giuria designerà il vincitore, la cui opera entrerà a far parte della collezione del MAXXI Arte.

Il Premio Italia Arte Contemporanea, rivolto ad artisti under 45 italiani o residenti nel nostro Paese, nasce dall’esperienza del Premio per la Giovane Arte Italiana che nelle sue precedenti quattro edizioni ha offerto un trampolino di lancio ad artisti come Stefano Arienti, Vanessa Beecroft, Lara Favaretto, Eva Marisaldi, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli, incrementando nello stesso tempo il patrimonio del museo. E’ particolarmente significativo che oggi, a 10 anni dalla sua creazione, il Premio torni negli spazi del MAXXI con cui condivide la missione di promozione e sostegno all’arte contemporanea italiana.

> Rosa Barba/ Agrigento 1972
> Rossella Biscotti/ Molfetta 1978
> Gianluca e Massimiliano De Serio/ Torino 1978
> Piero Golia/ Napoli 1974

ROSA BARBA

The Hidden Conference: about the discontinuous history of things we see and don’t see, 2010
11’, 35mm, audio digitale ottico
Private Tableaux, 2010
7’, 16mm, audio digitale ottico
Invisible Act, 2010
loop, 16mm, sfera d’argento, celluloide

The Hidden Conference: about the discontinuous history of things we see and don’t see nasce dalla riflessione condotta da Rosa Barba sulla conservazione delle opere d’arte nei depositi di alcuni musei di scultura antica e moderna. Questo è il primo capitolo di un lavoro di ricerca incentrato sul tema dei depositi e degli archivi legati ai beni culturali. L’artista crea un dialogo immaginario tra le opere nella loro condizione di silenziosa convivenza nei luoghi in cui esse sono custodite.
Private Tableaux trae spunto dagli studi condotti negli anni da numerosi professionisti e ingegneri che hanno esaminato la stabilità delle architetture sotterranee. Attraverso i disegni, realizzati dagli scienziati per ragioni di studio, emergono di volta in volta tutte le difformità evidenti sulle pareti, sino a diventare l’involontaria rappresentazione di una storia parallela, dove una densa diffusione di segni occupa l’intero volume dello spazio.
Invisible Act è un’installazione scultorea, costituita da un’immagine proiettata e un linguaggio evocato, da un oggetto materiale e uno immaginifico, composti all’interno di un dialogo fatto di contrasti e combinazioni. L’opera indaga il documento non soltanto come dato oggettivo ma anche come momento di riflessione – quest’ultima non mera traduzione bensì trasposizione continua del materiale nell’immagine e viceversa.
Courtesy the artist, Gallery Giò Marconi, Milano; Carlier Gebauer, Berlino

ROSSELLA BISCOTTI

Il Processo, 2010-2011
installazione sonora, 8 h, loop; calchi in cemento armato; performance  Aula Bunker del Foro Italico, ex Corte d’Assise di Roma

Il progetto di Rossella Biscotti è legato a una ricerca condotta negli spazi del Foro Italico e ai movimenti di lotta avvenuti in Italia durante gli anni Settanta. L’artista ha analizzato sia le trasformazioni architettoniche, sia quelle funzionali legate allo spazio dell’ex Aula Bunker, Casa della Scherma a Roma. Questo luogo, disegnato da Luigi Moretti, è preso in esame per i suoi mutamenti – da edificio sportivo di epoca fascista ad Aula Bunker di alcuni tra i più importanti processi politici avvenuti tra gli anni Settanta e Ottanta. Prendendo le mosse dal processo conosciuto come “7 aprile”, contro numerosi esponenti dell’area dell’Autonomia Operaia, l’artista mette in scena un’archeologia fatti di frammenti: calchi in cemento armato di particolari delle superfetazioni architettoniche (gabbie degli imputati, celle, microfoni, sistemi di sicurezza); l’installazione audio nel corpo scala che riporta trascrizioni, registrazioni e ricostruzioni del processo e, infine, la serie di performance realizzate nell’ex aula bunker.

GIANLUCA E MASSIMILIANO DE SERIO

Stanze, 2010
HD, 58’

Stanze è una “catena poetica”, che riprende, attualizzandola, la tradizione orale somala, in cui la poesia era lo strumento di dibattito pubblico e politico del paese. Il film è interpretato da alcuni giovani rifugiati politici somali a Torino, all’interno di quella che è stata la loro ultima “casa”: la caserma La Marmora di via Asti, una vera e propria centrifuga della storia italiana. Fondata durante il primo periodo coloniale italiano nel corno d’Africa, la caserma è poi diventata sede, durante il fascismo, della Guardia Nazionale Repubblicana, e qui si sono consumate torture e fucilazioni dei partigiani prigionieri. Il processo del 1946 ha condannato diversi imputati fascisti che operavano in via Asti, che hanno però goduto di amnistia. Oggi la caserma è stata luogo di accoglienza dei rifugiati politici somali, protagonisti di Stanze.
Grazie al contributo di Suad Omar, scrittrice e mediatrice culturale, ha inizio un lavoro collettivo, in cui i soggetti interpretano in versi la propria storia, la condizione di sradicamento a cui sono costretti e l’inadeguatezza del nostro Paese ad accogliere i rifugiati. Gradualmente, arrivano ad interpretare gli stralci del processo del ‘46 recuperati dopo un lungo lavoro di ricerca.

Il film inizia ogni ora a partire dalle 11.00, secondo gli orari di apertura del museo.

Credits: Photography and Camera Operator: Mario Amura; RED Assistant: Marco Pasini; Operator’s Assistant: Paolo Benitti, Gabriele Gallareto; Live Audio Recording: Daniele Turi and Alessio; Video Editing: Carlo Cagnasso Sound Design: minus (minusandplus.net); RED: Technovision Rome; Colour Correction: Marco Fantozzi. CAST: Suad Omar Sheikh Esahaq; Abdullahi Ahmed Abdullahi ; Adnan Mohamed Abdi; Abdulaziz Ali Hassan; Farhan Ahmed Mohamed; Ahmed Mohamud; Jinow Ahmed.

PIERO GOLIA

Untitled (Carpet), 2002- 2006
vernice spray
Oh my God That’s so Awesome (Monkey Picture), 2009
foto stampata su PVC
On the Edge (Sulla cresta dell’onda), 2000
palma

Piero Golia prende in esame il tema del rapporto esistente tra istituzione museale e pubblico, tra spazio espositivo e opera d’arte, tra visibile e invisibile attraverso un’installazione costituita da tre elementi: una freccia di grandi dimensioni sul tetto dell’edificio di fronte, la gigantesca immagine di una scimmia pensata per essere installata sul fianco del palazzo visibile dalla grande vetrata e una palma nel piazzale alberato del Museo. Ogni parte dell’installazione rinvia all’altra, in un dialogo circolare che connette l’opera e i suoi singoli aspetti all’esperienza artistica dell’artista. L’immagine della scimmia dimensionata su di una scala urbana e architettonica è ora costretta all’interno della sala espositiva. Le tre opere creano un confronto diretto con la scala e la dimensione del museo, con i suoi spazi interni ed esterni, tra arte e architettura. Proponendo un percorso ideale che attraversa l’ultimo decennio della carriera dell’artista, rappresentata dalle tre opere in mostra, il progetto invita ad una riflessione sulla funzione del museo e l’istituzionalizzazione dell’opera d’arte.

3 dicembre 2010 – Sulla base del lavoro prodotto, la Giuria internazionale ha designato Rossella Biscotti vincitore del Premio Italia Arte Contemporanea 2010 “per la lucida relazione che ha saputo stabilire tra architettura della storia e architettura espositiva entrambe aperte ad una riflessione su processo e processualità. Un lavoro che riflette oggi sulla continuità e la discontinuità del pensiero e delle ideologie.”
Menzione speciale della giuria invece per l’opera di Gianluca e Massimiliano de Serio perché “ha rappresentato, con un uso innovativo del linguaggio filmico, una condizione umana di sofferenza e di oppressione che attraversa la nostra storia”

Guarda la videointervista a Rossella Biscotti

La giuria internazionale, che ha selezionato i quattro finalisti tra i candidati proposti da nove direttori delle maggiori istituzioni di arte contemporanea in Italia, e decreteto il vincitore sulla base dei lavori prodotti per il MAXXI, è composta da:

Lorenzo Bini Smaghi Presidente Palazzo Strozzi – Firenze
Iwona Blazwick Direttore della Whitechapel Art Gallery – Londra
Carolyn Christov Bakargiev Direttore artistico di Documenta 13 – Kassel
Anna Mattirolo Direttore MAXXI Arte – Roma
Jannis Kounellis artista
Adam Szymczyk Direttore della Kunsthalle – Basilea