mercoledì 28 settembre 2016, 17:00 - 18:30

Strutture per lo sport tra passato, presente e futuro

Centro Archivi MAXXI Architettura – ingresso libero fino a esaurimento posti

Un incontro per svelare il funzionamento degli impianti sportivi e le sfide ingegneristiche-architettoniche che portano con sé.

Gli stadi e le costruzioni per lo sport in genere rappresentano una specialissima sintesi fra pensiero tecnico-scientifico e compositivo-architettonico: dalla necessità di avere grandi luci per le coperture, che richiede un corretto e fondamentale pensiero scientifico-strutturale oltre che costruttivo, alle esigenze distributive – ad esempio per l’ampio numero di spettatori – che necessitano di un corretto pensiero compositivo-sociale, fino alla fortissima dimensione simbolica che tali costruzioni vengono ad assumere, soprattutto quando associate a eventi di risonanza mondiale, come nel caso delle Olimpiadi.

Queste sfide ingegneristico-architettoniche hanno portato all’invenzione di vere e proprie “macchine strutturali”: sistemi ingegneristici in grado di piegare e controllare le forze della natura (gravità, vento, neve, eventi sismici) e sottometterle alle specifiche esigenze funzionali e simboliche del caso. È così che sono nate le coperture dell’Olimpico, del Delle Alpi, dello Juventus Stadium, dello Stadio di Braga e di molti altri. Nell’incontro odierno si ripercorre l’intimo funzionamento di alcune di queste strutture, in modo da svelarne i segreti e comprenderne le più nascoste valenze.

Intervengono
Massimo Majowiecki ingegnere, professore alla Università di Bologna e allo IUAV di Venezia
Tomaso Trombetti ingegnere, professore presso la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” dell’Università di Bologna
Micaela Antonucci Alma Mater Studiorum Università di Bologna, curatrice della mostra Pier Luigi Nervi. Architetture per lo Sport