venerdì 24 maggio 2013

Workshop d’artista con il Collettivo 320chili

venerdì 24 maggio, ore 16.30

Una giornata dedicata all’incontro tra danza e arte contemporanea

In occasione del Festival Internazionale della Danza 2013, il MAXXI avvia una nuova collaborazione con il Teatro Olimpico e la Filarmonica Romana.
Il primo appuntamento che ne nasce è con il Collettivo 320chili, 5 giovani artisti italiani – 320 chili è il loro peso complessivo – che hanno studiato insieme alla scuola di circo Flic di Torino per poi fondere le loro singole esperienze di danza e teatro in un comune e originale linguaggio.

La compagnia ha vinto il Premio Equilibrio 2010, al Festival della Nuova Danza all’Auditorium Parco della Musica, con lo spettacolo Ai migranti ”per la capacità di creare immagini evocative e pittoriche, risultato ottenuto con pochi mezzi e sfidando il linguaggio abituale delle loro discipline”.

ore 16.30 WORKSHOP D’ARTISTA AL MAXXI
Il Collettivo 320chili coinvolgerà il pubblico del MAXXI con un workshop/spettacolo coordinato dal Dipartimento Educazione del museo e dedicato all’incontro artistico tra danza e arte contemporanea. Il pubblico sarà invitato a sperimentare col proprio corpo il movimento in relazione alla percezione, all’attenzione e all’equilibrio, includendo alcuni elementi di teatro fisico e tecniche circensi pre-acrobatica e giocoleria.
Al termine i partecipanti potranno visitare le mostre del MAXXI, aperto fino alle 19.00. 

ore 21.00 SPETTACOLO “AI MIGRANTI” AL TEATRO OLIMPICO
La serata si concluderà al Teatro Olimpico con la replica di Ai migranti, spettacolo poetico e commovente premiato da critica e pubblico.

PROMOZIONE
Biglietto d’ingresso al museo + partecipazione al workshop + ingresso allo spettacolo:
€26 adulti
€10 dai 4 ai 14 anni
Fino a esaurimento posti disponibili

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Ufficio Promozione Teatro Olimpico – dal lunedì al venerdì 10.00-18.00
06 32 65 99 32 – promozione@teatroolimpico.it



“Perché le migrazioni sono un andare avanti camminando indietro, guardando verso il passato, per poi girarsi e accorgersi di aver fatto strada”